Perseguitava l'ex amante: arrestato per i reati di percosse, lesioni e violenza sessuale

Il 50enne, accecato dalla gelosia l'aveva massacrata di botte tanto da costringerla ad un intervento chirurgico per l'asportazione della milza

Brillante indagine della Polizia

L'uomo che provocò gravi ferite all'ex amante è stato arrestato per i reati di percosse, lesioni e violenza sessuale. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dalla Procura del tribunale di Tivoli. Il reato è stato infatti commesso in quella Giurisdizione.

Violentata e massacrata di botte dall'ex amante. Questa volta non si tratta di una storia di stalker ma di una donna che si era innamorata dell'uomo sbagliato, un uomo che l'aveva sempre soggiogata facendo scempio della sua mente e del suo corpo.  

Innamorata dell'uomo sbagliato

All'amante dolce e appassionato aveva subito preso il posto del suo aguzzino. Tutto era cominciato alcuni mesi fa quando la donna aveva incontrato per caso quello che sarebbe diventato poi il suo torturatore. Tra i due era scoccata la scintilla dell'amore. Così avevano portato avanti la relazione   facendo gli amanti. Ma quello stato di sublimazione nei confronti della donna era durato molto poco. Più volte infatti la signora, di 47 anni, per i motivi più banali era stata percossa al punto da richiedere le cure del pronto soccorso.  

Calci e pugni

Guai poi a rifiutarsi dall'avere rapporti sessuali, l'ex amante si trasformava in una belva inferocita prendendo la donna a calci e pugni su tutto il corpo fino a quando lei era costretta ad arrendersi ed a subire la violenza sessuale. Ossessionato da una folle gelosia l'amante era capace di picchiarla se la donna aveva risposto ad una chiamata telefonica di un familiare e se aveva "osato" di uscire senza il suo permesso.

A un passo dalla morte

Nell'ultimo incontro tra i due, che ha poi fatto scattare l'arresto nei confronti del suo aguzzino, un imprenditore di 50 anni originario di Frosinone, la situazione è precipitata al punto che la  47enne ha creduto veramente di morire. Dopo averle dato un appuntamento nella sua casa ubicata a Cave, il 50enne, accecato dalla gelosia, aveva cominciato a massacrarla di botte. La motivazione? Le era arrivato un messaggio sul suo telefonino. Sequestrata e picchiata a sangue la donna era uscita ancora viva da quella casa soltanto perchè le aveva promesso che non l'avrebbe denunciato. Viceversa, le aveva detto,che l'avrebbe ammazzata.  

Il ricovero in ospedale

Ma rientrando in macchina nella sua abitazione di Sora, la donna aveva cominciato ad accusare dolori lancinanti. A causa di questi si era recata presso l'ospedale "Santissima Trinità" dove i medici l'avevano sottoposta immediatamente all'asportazione della milza. Alla luce di questi fatti l'uomo è stato arrestato per i reati di percosse, lesioni e violenza sessuale. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dalla Procura del tribunale di Tivoli per competenza.

La violenza, in ogni sua forma, non è mai amore. La Polizia di Stato invita sempre a denunciare chiunque si renda autore di atti, verbali e non, che ledono in qualsiasi modo la libertà, la dignità e il benessere di ogni uomo o donna

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