Piedimonte San Germano, licenziati 532 lavoratori interinali di FCA

L'ipotesi più accreditata parla di sole 300 proroghe fino a fine gennaio del 2018, ma nessuna stabilizzazione

L’ On.le Marino Fardelli, consigliere regionale del Lazio e presidente del gruppo consiliare LB-OL con Zingaretti lancia un appello per la tutela degli interinali dipendenti della sede FCA di Piedimonte S. Germano: "Per gli 830 interinali Fca ai quali tra poche ore scade il contratto, è necessario da parte del Presidente Gentiloni e del Ministro Calenda un intervento urgente per evitare che tutti questi giovani tornino a casa senza lavoro. A questo punto, attendiamo che Fca dia una risposta alla politica e al territorio per il quale si avrebbero ricadute economiche e sociali notevoli. Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha attivato una politica attiva sull'area industriale cassinate ed ha risposto alla chiamata dell'Fca spianando la strada agli investimenti anche con il rifinanziamento della L.46. Ora è il momento che Fca risponda al territorio e apra ad una soluzione al futuro degli 830 ragazzi".

La mancata comunicazione

830 persone non hanno ricevuto alcuna comunicazione dall’azienda FCA circa la loro sorte professionale. Questo il fatto. Finora  non sanno cosa succederà domani e se dovranno o meno tornare al lavoro vista la scadenza del loro contratto proprio oggi. Nessuna sigla sindacale è stata convocata. FCA tace. Una voce di corridoio farebbe pensare che solo 300 saranno prorogati ma comunque non stabilizzati a tempo indeterminato. Non si sa neppure se ci sono prospettive che possano, per quanto sia un filo flebile, tenere legati gli esclusi dalla proroga alla speranza di una chiamata nel 2018. Un duro colpo per l’economia della zona che aveva nello stabilimento FCA un fiore all’occhiello e vedeva proprio nell’azienda una concreta opportunità di lavoro. Sui siti specializzati solo qualche mese fa si parlava di un piano di 1.800 assunzioni entro il 2018, nel segno del marchio Alfa Romeo. Ora riflettori puntati sull’azienda per capire come gestirà quello che ad oggi è non solo un ‘caso’ ma rischia di diventare un’emergenza.

La preoccupazione dei consiglieri di Insieme per il Lazio

“Esprimiamo forte preoccupazione -  dichiarano i Consiglieri regionali di Insieme per il Lazio, Gino De Paolis, Capogruppo, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Rosa Giancola - per il destino di 850 lavoratori della Fiat di Cassino, assunti solo sei mesi fa e per i quali ad ore si prospetterebbe un procedimento di fine rapporto di lavoro. Un danno enorme che coinvolgerebbe anche l’indotto facendo lievitare il problema occupazionale in una zona della Regione Lazio che la crisi ha già fortemente compromesso. E’ urgente che l’azienda sciolga i nodi sul futuro e che soprattutto, con senso di responsabilità, si riapra un confronto con le organizzazioni sindacali e con le Istituzioni”.

Ciacciarelli (FI) chiede a Zingaretti intervenire

"Ritengo che il quadro occupazionale che vede protagonista lo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano rifletta le carenze, le enormi falle di una politica occupazionale giovanile  priva di alcuna continuità. Mi riferisco al rinnovo del contratto di soli 300 lavoratori a fronte degli 830 interinali impiegati nello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano.  Siamo in presenza  - spiega il consigliere provinciale Pasquale Ciacciarelli - di un dimezzamento del personale che vedrà da domani le centinaia di giovani a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro sospesi in una sorta di limbo, in attesa di una risalita della produzione,  di tempi più fecondi, senza alcuna certezza circa il futuro immediato e prossimo. Questo clima di incertezza, di instabilità economica, di aspettative disattese, se si pensa al numero di assunzioni prospettate lo scorso anno nel corso della visita di Matteo Renzi presso lo stesso stabilimento, finisce per  tradursi sul piano personale e psicologico in disillusione. Ritengo che questo modus operandi non solo non giovi ai fini occupazionali, ma anche ai fini della continuità sul lavoro, nella stessa produzione. Questo episodio dimostra il totale fallimento di una politica occupazionale basata sui contratti interinali che creano precariato, in luogo di stabilità, sviluppo e quindi progresso. Mi appello di nuovo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed alla Regione Lazio, affinché si provveda al futuro occupazionale dei numerosi giovani lavoratori privati del rinnovo del contratto, perché l'azienda provveda al loro reintegro e nel contempo alla stabilizzazione delle posizioni".


Aggiornamenti

E' arrivato il duro colpo per i lavoratori interinali che ancora nutrivano delle speranze circa il loro destino lavorativo in FCA. Sono stati ufficialmente confermati 300 posti di lavori, non a tempo indeterminato ovviamente, e fino al 31 gennaio del 2018. Per gli altri 530 dipendenti nulla da fare. “Il mancato rinnovo è stato dovuto a una minore produzione, a causa del calo dei mercati cinese e americano, dei modelli Alfa Romeo, Giulietta, Giulia e Suv Stelvio”. Così la direzione Fca di Cassino comunica l'amara decisione e la motivazione ai sindacati Fim Cisl, Uil, Fismic, Ugl e Fiom Cgil. Gli attuali 530 disoccupati potrebbero tornare in fabbrica tra febbraio e marzo del 2018 quando, secondo le previsioni, dovrebbero risolversi i problemi sul mercato cinese che stanno frenando l'avanzata di Giulia e Stelvio. Ma nulla è sicuro. Sicuramente la situazione è grave e si inizia a parlare di una vera e propria emergenza sociale nel territorio per la mancata prospettiva occupazionale di questi giovani che si sono ritrovati senza lavoro e senza sicurezze.

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