A Valmontone "L'Europa entra in classe" con il giornalista Massimiliano Cochi sull'emigrazione

Secondo appuntamento, giovedì a Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, con “L'Europa entra in classe”, l'iniziativa organizzata dall'Amministrazione comunale, con il contributo della Regione Lazio e

Valmontone ragazzi scuola

Secondo appuntamento, giovedì a Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, con “L'Europa entra in classe”, l'iniziativa organizzata dall'Amministrazione comunale, con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, per avvicinare i giovani studenti valmontonesi (oggi un centinaio presenti) ai temi riguardanti l'Europa (cittadinanza, integrazione, immigrazione, quale unione per il futuro) confrontandosi con giornalisti e personaggi qualificati.

Dopo il primo, soddisfacente, incontro con Giuseppina Paterniti, vice direttore TGR Rai, su "Unione Europea, rischio o realtà", oggi è stato il valmontonese Massimiliano Cochi, inviato di Tv Sat2000, a parlare di “Europa, migranti e integrazione”, dando una lettura diversa ad una realtà dura per chi la vive, ai luoghi comuni che dilagano su un tema che ha mille sfaccettature. "Il numero degli stranieri che arrivano in Italia - ha precisato Cochi - è inferiore agli italiani che partono per l'estero". "Non fermatevi ai titoli o agli slogan – ha detto ai ragazzi - ma ragionate sempre con la vostra testa. Se andate al convento Sant'Angelo fatevi raccontare le storie di chi sta lì". Nel corso dell'incontro di questa mattina Cochi ha anche consigliato due letture, piccole ma significative: "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda e "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella, che racconta la storia di un'atleta somala che dopo aver gareggiato alle olimpiadi è stata poi costretta a fuggire su un barcone.

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Per concludere il delegato all'istruzione, Giulio Pizzuti, ha voluto ricordare Predrag Matvejevic, lo scrittore slavo morto il 2 febbraio scorso che, capace di leggere in anticipo quello che poi sarebbe successo, è arrivato ad un passo dal Nobel per il suo "Breviario Mediterraneo", la sua opera più famosa, considerato uno splendido saggio 'geopoetico', 'diario di bordo', 'romanzo sui luoghi', tradotto in 20 lingue e considerato da Magris "un libro geniale, fulminante, inatteso".

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