Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Agenti di polizia penitenziaria in piazza per protestare

Massiccia la presenza dei poliziotti della zona a sud di Roma, da Colleferro a Frosinone

Da tempo i poliziotti penitenziari stanno protestando a causa della penuria di organico che li costringe a turni massacranti. A questo c'è da aggiungere la mancata organizzazione e le condizioni in cui quotidianamente sono  obbligati a  lavorare. Per questo motivo martedì, festa del Bicentenario del Corpo, i poliziotti penitenziari scenderanno in piazza per denunciare la crisi complessiva del sistema carcerario. 

Le carenze da colmare

Sovraffollamento, carenza di organici, organizzazione del lavoro deficitaria, suicidi e violenze sul personale  sono i parametri di un vero bollettino di guerra. Proprio per queste ragioni e perché inascoltati tutti i Sindacati della Polizia Penitenziaria  faranno  <cordone>  per   comunicare lo  stato di abbandono in cui  versano  gli operanti nelle carceri. 

La mobilitazione dalle zone a sud di Roma

Le  guardie  carcerarie  arriveranno  da Colleferro,  Latina e  Frosinone dove gli istituti  penitenziari  in fatto di  organico si trovano al collasso. L'appuntamento è fissato  alle Terme di Caracalla alla presenza del Presidente della Repubblica. “Una scelta sofferta- riferisce  il segretario Generale FNS CISL  Pompeo Mannone -  quella di manifestare il giorno della ricorrenza dei 200 anni del Corpo ma inevitabile per lo stato  di abbandono in cui sono lasciati gli istituti di pena. Criticità delle carceri pesantissime trascurate dal DAP e dal Ministro della Giustizia colpevoli di non aver assunto nessuna decisione risolutiva sull’emergenza quotidiana delle carceri. Occorrono più organici almeno gli 8000 di cui è carente il Corpo della PP, investimenti tecnologici e sulle infrastrutture, realizzazione di più padiglioni ed anche di altri istituti di pena, una migliore organizzazione del lavoro tutele e valorizzazione del personale sempre trascurato dai mass media a differenza dei reclusi. La pazienza è finita non possiamo più tollerare questa situazione ormai giunta al collasso le cui conseguenze si scaricano sul personale mettendo a repentaglio anche la loro vita. Occorrono attenzioni istituzionali e investimenti. migliorare il funzionamento delle carceri significa dare più sicurezza ai cittadini”.
 

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