Depositata la perizia: ecco perchè Francesco Scarsella rischia fino a 20 anni di carcere

Il 32enne di Alatri nell'ottobre scorso con la sua auto si è scontrato con una moto su cui viaggiava una coppia di Cassino, i coniugi Marrandino, che rimasero a terra privi di vita

Omicidio stradale, il consulente della procura Francesco Di Gennaro ha depositato nei giorni scorsi la perizia riguardante Francesco Scarsella, il 32enne di Alatri accusato di aver causato la morte di Giancarlo Marrandino e Rosaria Orlando, due coniugi campani ma residenti nel cassinate.  

Le responsabilità dell'uomo

Una perizia che inchioderebbe l'uomo alle sue responsabilità. A cominciare dall'eccesso di velocità, dall'invasione della carreggiata e dal fatto di guidare sotto l'uso di sostanze stupefacenti. Francesco Scarsella che al momento si trova in carcere, accusato di duplice omicidio stradale, ora rischia fino a venti anni di carcere.

La tesi difensiva

L’avvocato Tony Ceccarelli, difensore dell'automobilista, punta a derubricare in sede di processo il reato di omicidio stradale con quello di omicidio colposo. "I presupposti - ha riferito il legale - ci sono. Intanto Scarsella,  non avrebbe invaso l'altra corsia ma si sarebbe soltanto spostato repentinamente verso il centro della carreggiata, forse per evitare un ostacolo".Sarebbe  stato quello il momento della collisione con la moto su cui viaggiavano i due coniugi.

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L'incidente

Il drammatico incidente, ricordiamo, è avvenuto il 15 ottobre del 2017 al km 71 della Casilina in territorio di Ferentino. Uno scontro tra la Smart alla cui guida si trovava Scarsella e una Suzuki in sella alla quale si trovavano i coniugi Marrandino, deceduti entrambi uno a pochi minuti dall’altro. Fondamentale per la difesa, trovare elementi inconfutabili per scagionare il conducente della Smart dal gravissimo reato di omicidio stradale. Al momento dell'urto l'uomo guidava senza patente che gli era stata revocata nel 2006 a causa della sua dipendenza con la droga. 

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