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Il carcere di Frosinone

Il carcere di Frosinone

Alatri, massacrò a colpi di fucile la compagna e il figlio nell'antivigilia di Natale, muore Enrico Gatta

L'uomo condannato per duplice omicidio aveva scontato 16 anni di carcere. Era uscito di prigione lo scorso giugno. Il malore letale lo ha sorpreso mentre si trovava alla guida della sua auto

Nel 2002 Enrico Gatta un camionista di 51 anni era salito alla ribalta delle cronache per aver ucciso a colpi di fucile la compagna Rossana Valentino ed il figlio Paolo di 14 anni. In quella mattanza avvenuta nella sera dell'antivigilia di Natale si salvò soltanto la figlioletta di 5 anni Lina, che la madre era riuscita ad infilare nell'abitazione dei vicini mentrecercava di scappare da quell'uomo che l'aveva presa a fucilate.

Era uscito di prigione lo scorso giugno

L'altra mattina Enrico Gatta è morto stronacato da un malore mentre si trovava a bordo della sua auto, in via Mole Bilsleti ad Alatri. L'uomo che era stato condannato a venti anni di carcere, era uscito dalla prigione nel giugno scorso dopo aver scontato sedici anni di pena. Una libertà che però si è potuta godere molto poco in quanto dopo soltanto sei mesi da uomo libero è deceduto a causa di un infarto.

La tragedia nell'antivigila di Natale 

La tragedia avvenuta all’antivigilia di quel Natale, poco prima dell’ora di cena è ancora impressa nella memoria di tanta gente. Quella di Enrico Gatta sembrava una famiglia normale come tante altre. In quella casa fervevano i preparativi per festeggiare il Santo Natale. L'albero, i regali, tutto era pronto per riunirsi intorno alla tavola. Invece da lì a poco tempo la tragedia. Il camionista era appena tornato con il suo mezzo pesante, da un viaggio durato alcuni giorni. Era stanco e provato.

Un litigio che aveva fatto scattare il raptus omicida

Così quando la moglie aveva iniziato a farle una scenata di gelosia per un suo presunto tradimento, era stato colto da un raptus. In preda ad una collera incontrollata era uscito di casa e si era recato nella villetta attigua dei genitori, dove deteneva un fucile da caccia. Poi era ritornato sui suoi passi ed aveva iniziato a colpire la donnai ferendola ad un braccio. Il figlio maggiore forse intuendo quello che sarebbe pouto succedere aveva spintonato il genitore. Ma quel gesto aveva fatto imbestialire ancora di più il camionista che aveva puntato l’arma anche contro di lui colpendolo a morte. Quando i carabinieri erano giunti sul posto l’uomo aveva subito confessato di essere stato l’autore di quel massacro.

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