Omicidio Pascarella, Matteo Sbaraglia ottiene il rito abbreviato

L'uomo uccise a bastonate il suo dirimpettaio. In caso di condanna dunque la pena  verrà scontata di un terzo. L'udienza si terrà il prossimo 24 maggio

Aveva ucciso a bastonate il suo dirimpettaio, Matteo Sbaraglia, il 32 residente ad Alatri accusato di omicidio volontario ha chiesto ed ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato. In caso di condanna dunque la pena  verrà scontata di un terzo. L'udienza si terrà il prossimo 24 maggio. La perizia effettuata da un consulente della procura ha stabilito che l’uomo è in grado di affrontare il processo. Il 35enne infatti sarebbe affetto da schizofrenia paranoide. Patologia per la quale veniva seguito dai servizi sociali.

La vicenda

La vicenda risale al 21 ottobre scorso quando il 35enne forse in preda ad una idea delirante aveva cominciato a colpire con quel bastone di legno la porta dell’abitazione del povero Domenico Pascarella, un pensionato di 59 anni. Quando l’uomo attirato dai quei colpi aveva aperto l’uscio di casa, era stato investito da quelle bastonate. Sbaraglia lo aveva colpito fino a sfondargli il cranio. E proprio per la modalità con cui sarebbe stato consumato il delitto il legale difensore Tony Ceccarelli punterà a dimostrare che al momento dei fatti il suo assistito era stato colto da un raptus. Dunque incapace in quel momento di intendere e di volere.

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La confessione

Lo stesso Sbaraglia quando era stato ritrovato dai carabinieri aveva dichiarato al pubblico ministero Vittorio Misiti, titolare dell’ inchiesta, di non avercela con Domenico Pascarella ma di aver sentito all’improvviso una rabbia incontrollabile. I familiari del povero Mimmo si sono costituiti parte civile tramite l'avvocato Alessandro Ruotolo del foro di Santa Maria Capua Vetere.

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