Percosse e colpi di pistola ad un automobilista, cinque carabinieri finiscono sotto processo

Falso ideologico, falso materiale, frode processuale, lesioni ed abuso di ufficio sono le accuse dalle quali dovranno difendersi i militari in servizio in diverse caserme ciociare

Falso ideologico, falso materiale, frode processuale, lesioni ed abuso di ufficio. Sono  questi i reati per i quali cinque  carabinieri a vario titolo, due della compagnia di Alatri, due di Frosinone e uno della stazione di Guarcino sono  finiti  sotto  processo. Ieri mattina il gup del tribunale di Frosinone li ha rinviati a giudizio. Per dovere di cronaca va detto che sono stati prosciolti dal reato di frode processuale i due militari  di Frosinone. Entrambi però dovranno rispondere di tutte le altre accuse. A puntare l'indice contro di loro un giovane automobilista di Alatri che li aveva denunciati per aver abusato del loro potere. 

I fatti

I fatti si riferiscono al gennaio del 2015 quando nel corso di un servizio di controllo sulla via Verolana (la strada che da Veroli porta ad Alatri) avevano intimato l'alt al ragazzo che si trovava a bordo di una Mercedes. Il giovane però non si era fermato. A seguito di tali fatti ne era nato un inseguimento dove la vettura dell'automobilista era stata attinta da numerosi colpi di pistola.

Lo speronamento

Secondo gli elementi raccolti dalla procura, la pattuglia di Alatri avrebbe speronato la Mercedes costringendola a sbattere contro il guard rail. Nel corso dell'operazione di arresto avrebbero, inoltre, sottoposto l'automobilista, si legge nel capo di imputazione "a misure vessatorie e di rigore non consentite ed a trattamenti inumani e degradanti arrecandogli un danno ingiusto costituito dalla lesione del diritto alla integrità fisica e morale". Condotte consistite nel percuoterlo a più riprese cagionandogli un trauma cranico, contusione multiple edema palpebrale e congiuntivale ad un occhio (i medici che lo avevano visitato avevano stilato una prognosi  di 6 giorni).

La modifica delle pistole

Sempre secondo quanto  emerso dalle indagini tre dei militari, al fine di trarre in inganno il consulente tecnico incaricato di effettuare gli accertamenti di natura balistica sulle armi in dotazione individuale e di reparto al loro uso, e comunque nella loro disponibilità, avrebbero alterato lo stato delle cose. Nello specifico avrebbero mutato lo stato delle canne della pistola Beretta e della pistola mitragliatrice che erano state impiegate per colpire la vettura del giovane. Le scalfitture  evidenziate, inoltre, sarebbero state compatibili ad un'azione fraudolenta.

I colpi di ascia all'auto

Identica situazione per quanto riguarda la Mercedes di proprietà dell'arrestato che sarebbe stata alterata con uno strumento  tipo "ascia" in dotazione ai carabinieri. Nel collegio difensivo gli avvocati Marco Maietta, Enrico Pavia e Calogero Nobile.  La prima udienza è stata fissata per il 25 settembre 2018.

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