Arce, scoperto call center con 31 lavoratori in nero. Maxi multa di 800 mila euro ai proprietari

Questo quanto emerso dopo i controlli degli uomini della guardia di finanza del comando della zona. Per tre anni non sono state presentate le dichiarazioni fiscali

Avevano messo su un call center dove lavoravano oltre 30 persone nella zona tra Arce e Ceprano ma tutti i dipendenti venivano pagati a nero e quindi per lo Stato italiano non esistevano. Questo quanto scoperto dai  Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, nell’ambito delle attività a contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro sommerso, hanno individuato una società che, oltre ad evadere le imposte, utilizzava lavoratori dipendenti in nero.

L’assenza delle dichiarazioni fiscali

L’operazione di servizio, condotta dalle Fiamme Gialle di Arce, ha consentito di individuare un call center, operante nel territorio dell’antica Fregellae, che da preliminare attività informativa risultava aver omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali per gli anni 2015, 2016 e 2017, pur operando attivamente nel settore dell’intermediazione nei servizi di telecomunicazioni.

Il controllo

Nel corso del controllo fiscale, sulla base della documentazione acquisita, dei riscontri effettuati e delle risultanze delle banche dati fiscali, è stata quantificata una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per circa 225 mila euro ed un’I.V.A. evasa per circa 85 mila euro.

I 31 lavoratori in nero

Inoltre, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno ricostruito le posizioni lavorative di diverse persone risultate impiegate nel tempo presso l’azienda controllata, individuando ben 31 lavoratori in nero e 3 lavoratori irregolari. Per tali lavoratori, infatti, gli accertamenti eseguiti hanno consentito di appurare che il rapporto di lavoro subordinato era stato dissimulato attraverso l’uso strumentale degli istituti delle prestazioni occasionali e parasubordinate, con conseguente evasione fiscale e contributiva. Sulla base delle retribuzioni corrisposte sono state quantificate ritenute Irpef non operate e non versate per circa 18 mila euro e ritenute previdenziali non versate per oltre 7 mila euro.

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La maxi multa fino ad 800 mila euro

Nei confronti del call center controllato, pertanto, oltre alle sanzioni di natura fiscale e di sostituto di imposta, sono state contestate le sanzioni previste nei casi di impiego di lavoratori in nero e irregolari, tra le quali la cosiddetta “maxi sanzione”, per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 134 mila euro ed un massimo di 800 mila euro. Il contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero, sotto ogni forma, è uno dei compiti prioritari della Guardia di Finanza a tutela degli interessi dello Stato, dei lavoratori e, soprattutto, degli altri operatori economici che ottemperano agli obblighi di legge e soffrono forme insidiose di concorrenza sleale.

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