Arce, Guglielmo Mollicone ancora in condizioni critiche dopo il grave malore

Il 71enne, padre di Serena, dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento al cuore, è stato trasferito nel reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale 'Spaziani' di Frosinone.

Una notte difficile, quella forse più lunga e dolorosa, per Guglielmo Mollicone. Quella più drammatica dopo la morte della figlia Serena. Da Oramai trentasei ore il settantunenne padre della giovane assassinata ad Arce nel 2001 porta avanti una battaglia per la vita dopo il gravissimo malore che lo ha colpito l'altra sera, mentre si trovava nella sua abitazione.

L'operazione

Uno scompenso cardiaco di grande spessore ha costretti i medici del reparto di cardiologia dell'ospedale 'Fabrizio Spaziani' di Frosinone, ad operare d'urgenza Guglielmo Mollicone che dopo essere stato sottoposto ad un'angioplastica è stato trasferito nel reparto di Terapia Intensiva. Un'operazione lunga, delicata e tecnicamente riuscita quella effettuata dai cardiologi Giancarlo Di Ruzza e Marco Cesario. Per capire quali possano essere le reazioni del fisico già fortemente minato da dispiaceri e stress del maestro elementare in pensione, bisogna però attendere. E ad Arce è stata una notte insonne e di preghiera. 

ll dolore 

La notizia dell'improvviso e grave malore che ha colpito Guglielmo Mollicone ha scioccato soprattutto quanti lo affiancano nella sua lotta per la verità. Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino, morto suicida dopo aver riferito in procura nel 2008 di aver visto Serena entrare nella caserma dei Carabinieri di Arce e di non averla più vista uscire, in un post pubblicato sulla pagina social scrive: "La notizia del grave malore che ha colpito il maestro, ci ha profondamente scossi. Aspettiamo con profonda amicizia e stima Guglielmo per riprendere il cammino che ci porterà alla Verità. Ora è il momento del rispettoso silenzio e della preghiera" e silenzio e preghiera chiede anche la nipote di Guglielmo, amica del cuore di una Serena poco più che adolescente: "C'è la forza di un uomo che sta combattendo l'ennesima battaglia. C'è una famiglia che ha bisogno di silenzio e rispetto".

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L'inchiesta

Tra i primi ad arrivare al capezzale di Guglielmo Mollicone è stato il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Fabio Cagnazzo che, in due anni di presenza nel Frusinate, è riuscito unitamente alla Procura di Cassino, a dare la svolta definitiva al caso. Lo scorso 13 novembre avrebbe dovuto tenersi la prima udienza preliminare a carico dei cinque indagati per l'omicidio di Serena. Per un difetto di notifica il processo è stato però aggiornato. Il maestro Guglielmo che era seduto in prima fila, accanto alla figlia Consuelo ed agli avvocati Dario De Santis e Sandro Salera, quel giorno non è riuscito a mascherare la propria amarezza: "Non posso crederci che dobbiamo ancora aspettare per poter avere finalmente chiarezza sulla morte di mia figlia".

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