Omicidio Mollicone, ore di interrogatorio per ricostruire il ritorno di Serena ad Arce

Procura blindata ieri a Cassino e investigatori a confronto con due donne: la titolare di un bar e una conoscente della diciottenne assassinata nel 2001 nella caserma dei Carabinieri

Serena Mollicone

La parte finale della terribile vicenda di Serena Mollicone, grazie alle indagini ed alle tante tecniche investigative, è stata in parte ricostruita. Quello che ora la Procura ed i Carabinieri stanno cercando di fare è di capire perché la diciottenne di Arce, quel maledetto giugno del 2001, è entrata nella caserma dei carabinieri e come è arrivata in paese da Sora. Chi ha incontrato Serena e chi era a conoscenza della sua 'visita' nella struttura militare.

Il faccia a faccia

Per questo motivo gli inquirenti, per tutta la giornata di ieri, al secondo piano del palazzo di Giustizia, insieme al magistrato Maria Beatrice Siravo, hanno interrogato delle persone, comprese due donne: la titolare di un bar e una conoscente di Serena Mollicone. La prima, nel corso degli anni, ha più volte ribadito di aver visto la ragazza la mattina della sua scomparsa. Poi ha ritrattato. Un aspetto questo che ora i carabinieri del colonnello Fabio Cagnazzo stanno approfondendo ma semplicemente per escludere che la ragazza uccisa possa essere stata confusa con qualcuno che le somigliava.

La testimone inascoltata

L'altro interrogatorio, invece, ha riguardato chi sostiene di aver incontrato la giovane studentessa liceale, poco dopo le 11 di venerdì primo giugno, in paese, tra le bancarelle e mentre in compagnia di un'altra ragazza si dirigeva in direzione della caserma. Per poter chiudere il cerchio investigativo quindi mancano alcuni importanti passaggi che, entro il 14 ottobre, giorno della conclusione delle indagini, dovranno essere assolutamente chiariti.

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Suprano in tribunale

Uno degli indagati nel procedimento, l'appuntato Francesco Suprano, accompagnato dal suo avvocato, ha varcato la porta della Procura. Per poter avere accesso alla perizia redatta dai Ris. "Sono certo di essere innocente e mi metto a disposizione della Procura affinchè venga fatta piena chiarezza sulla vicenda alla quale io sono del tutto estraneo" ha detto prima di lasciare il palazzo di Gustizia.

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