Arce, registro dei tumori, Sara Simone: "Proporrò consiglio comunale ad hoc"

Il presidente dell'Assise Civica vicina ai colleghi di Cassino per battaglia contro il 'male del secolo'

Sara Simone e Laura Viola a sinistra

Per la questione della creazione del Registro dei tumori si sono incontrate Laura Viola, vice coordinatrice comunale di Cassino e Sara Simone presidente del Consiglio Comunale di Arce entrambe di Forza Italia le quali chiedono a gran voce l’istituzione di esso come atto dovuto ai cittadini della nostra Provincia e del Lazio.
"Non è possibile pensare che un commissario ASL chiamato a garantire oltretutto servizi per la tutela della salute pubblica possa affermare che la nostra Provincia non sia esposta a rischi ambientali determinanti per la salute del cittadino - spiegano le due forziste -. Ci auguriamo che queste siano voci circolanti e non affermazioni fatte dallo stesso Commissario in quanto è evidente che il quadro presentato non sia rispondente alla realtà. Inoltre anche Arce avrà il suo punto all'ordine del giorno in un apposito consiglio comunale"

I numeri degli ammalati

I numeri del cancro 2017 è il dossier presentato proprio a Roma il 15 settembre scorso di cui di nuovo la prefazione è firmata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Se avesse avuto tempo di guardarlo avrebbe notato che proprio l’AIRTUM e l’ AIOM affermano che nel Lazio nel 2017 si stimano:
1200 nuovi malati di tumore allo stomaco tra uomini e donne, 4800 nuovi malati con tumore al colon retto, 4250 malati di tumore al polmone, 1150 malati di melanoma, 4950 mammella, 200 cervice, 3200 prostata per un totale di 19750 nuovi casi di tumore. Nel 2014 i morti per tumore sono stati complessivamente 33650 in tutto il Lazio e probabilmente almeno il doppio di queste famiglie chiedono il conto ad uno Stato o ad una Regione che ancora oggi non si preoccupa di creare un Registro o qualsiasi iniziativa che bonifichi un territorio contaminato e privo di controlli.

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L'appello a prendere celeri provvedimenti

"Non si può più aspettare, è evidente che anche nella nostra Provincia ci siano cause diverse che accrescano le dimensioni dei fenomeni tumorali ma dire che l’ambiente in cui viviamo non condizioni la nostra salute non è possibile accettarlo - concludono Viola e Simone -. La politica non deve mai dimenticare, come purtroppo spesso accade, che andare fino in fondo per la risoluzione del problema è il suo primo intento e che da scelte contrarie alla protezione del cittadino scaturiscono drammi come nel caso in questione, quando purtroppo chi non si accorge in tempo di avere un tumore può avere una fine drammatica gettando nel disperazione tutte le persone a lei vicine".

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