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Papà Guglielmo abbraccia la bara bianca contenente le spoglie di Serena

Papà Guglielmo abbraccia la bara bianca contenente le spoglie di Serena

Arce, Serena è tornata a casa: l'abbraccio e il bacio del papà Guglielmo e le lacrime dell'intero paese

In centinaia hanno accolto l'arrivo del feretro della diciottenne assassinata nel 2001. Palloncini bianchi e striscioni per ricordare un'amica, una studentessa e una figlia modello

Come se non fosse mai andata via. Ha sfiorato la bara bianca, illuminata da un luce celestiale, con le labbra. L'ha accolta con un sorriso. Con il sorriso che solo un padre può avere. Il rientro della salma di Serena Mollicone ad Arce, questo pomeriggio, ha richiamato la presenza di centinaia di persone. Eppure, nonostante le due ali di folla che avvolgevano il feretro, Guglielmo Mollicone, il maestro Guglielmo sembra essere solo con la sua Serena. Con quell'invisibile filo simbiotico che in tutti questi anni ha dato la forza di andare avanti ad un uomo piegato in due dal dolore. Per la perdita di una figlia in un modo tanto bieco. Per l'impotenza di essere ad un passo dalla verità ma di non avere strumenti in mano per accusare qualcuno. Così era fino ad un anno e mezzo fa. Fino a quando questa ragazza, questa figliola tanto adorata, che amava gli animali e voleva diventare veterinario, non ha contribuito, a modo suo, a far emergere la verità. E' stato il corpo di Serena, riesumato e trasferito presso l'Istituto di medicina legale, a 'parlare'. A 'raccontare' quando accaduto quel 1 giugno del 2001 nella caserma di Arce.

Il 'vero' funerale dopo il depistaggio di 16 anni fa

Per Guglielmo Mollicone è come se fosse stato il primo funerale. Come se la sua adorata figlia fosse stata uccisa da poco. Perchè lui, quel funerale di sedici anni fa, lo ricorda come un incubo. Il primo, reale, depistaggio di un presunto assassino rimasto impunito per tanti anni, ha inizio proprio nel giorno dell'addio. Quando l'allora comandante della stazione dei carabinieri di Arce, l'ex maresciallo Franco Mottola, si reca nella chiesa e davanti a decine di giornalisti arrivati da tutta Italia, preleva il padre straziato e lo lascia in caserma, per tre ore, senza un valido motivo. L'Italia intera, quel giorno, ha creduto che il padre della ragazza assassinata, stesse per essere arrestato.

I palloncini e gli striscioni degli amici

Bentornata Serena scritto a caratteri cubitali e poi palloncini bianchi e fiori di immacolato candore ovunque. Il sagrato antistante la chiesa di San Pietro e Paolo è stato addobbato a festa. I ragazzi di Arce, quelli della banda musicale e la cugina di Serena, Gaia Fraioli, non hanno lasciato nulla al caso. Perchè Serena è ancora nei loro cuori, nella loro anima. Hanno aspettato questo giorno con infinita pazienza. E con lo stesso sentimento di amore aspetteranno che la Giustizia diventi concreta realtà e non mera supposizione.

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