Cronaca Arce

Indagine 'Comunità Montana', si scava nei bilanci dell'Ente. Il 'giallo' dei 155 mila euro

La Guardia di Finanza prosegue nelle indagini avviate dopo la presunta 'Parentopoli' e nella giornata di lunedì è tornata nella sede dell'Ente per acquisire documenti e delibere

La Guardia di Finanza è tornata nella sede della XV Comunità Montana di Arce. Questa volta non per acquisire i documenti inerenti lo svolgimento di concorsi finalizzati all'assunzione di personale ma per verificare e quindi approfondire quello che al momento è un sospetto. Gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria diretto dal colonnello Claudio Gnoni e del tenente Daniele Lepore, dovranno accertare un aspetto che se risultasse vero aggraverebbe la posizione giudiziaria dell'ex presidente dell'Ente Montano, Gianluca Quadrini e di coloro che avrebbero dovuto controllare i bilanci.

In pratica, secondo indiscrezioni trapelate, ci sarebbe stato uno spostamento di oltre 155 mila euro dalle casse della Comunità Montana alle casse della Fondazione Cicerone sempre presieduta da Quadrini. Perchè il sospetto è lecito? I fondi stanziati dalla Regione Lazio e destinati all'attività di investimento e tutela del territorio che rientra sotto la Giurisdizione della Comunità, non possono essere utilizzati per altri scopi. E se le fiamme gialle dovessero accertare che effettivamente l'ingente flusso di danaro è finito altrove, allora Quadrini dovrà dimostrare su che basi è stata compiuta tale operazione. La Guardia di Finanza quindi sta passando al setaccio le delibere inerenti l'attività di promozione non solo dell'Ente Montano ma anche della Fondazione Cicerone che organizza il premio 'Cicero Award' che ogni anno premia le eccellenze del territorio ciociaro.

Intanto il prossimo 18 agosto avranno inizio le attività di estrazione del materiale dai telefoni cellulari (al momento sotto sequestro insieme alle schede sim e quindi non restituiti ai legittimi proprietari come falsamente dichiarato nei giorni scorsi dal presidente Quadrini) delle 13 persone indagate dalla Procura di Cassino e che a vario titolo dovranno rispondere di "commissione di reati di abuso d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, in relazione ad un concorso pubblico bandito dalla XV Comunità Montana Valle del Liri per l’assunzione di un agente della Polizia Locale a tempo indeterminato per conto del comune di Villa Santa Lucia".

Oltre al presidente della Comunità Montana, Quadrini, a finire nel mirino della magistratura sono stati anche il segretario generale dell'Ente Luca Di Maio, il sindaco di Villa Santa Lucia, Antonio Iannarelli, Tommaso Nardoianni, assessore al comune di Villa Santa Lucia, Giuseppe La Marra, assessore al comune di Villa Santa Lucia, Maria Raso, presidente della Commissione d'esame (cognata del sindaco di Colle San Magno), Antonio Marasca, membro esterno commissione, Paolo Fella, membro esterno commissione, Claudia Tata, segretaria commissione d'esame, Orazio Capraro, Rup nel procedimento amministrativo per l'assunzione del vincitore a tempo indeterminato, Maria Grazia Nardoianni, segretaria commissione esame, Samanta De Santis, segretaria personale presidente Quadrini e Walter Salera, vincitore di concorso. Il collegio difensivo dei tredici indagati è composto dagli avvocati Sandro e Vittorio Salera, Lara Capitanio, Giacomo Delli Colli e studio Ranaldi.
 

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