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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Artena, venerdì 24 l’inaugurazione dell’Arco Borghese restaurato

Venerdi’ 24 luglio alle ore 19,00, presso piazza della vittoria (in pieno centro storico) – artena, si terrà la per la manifestazione inaugurativa dell’arco borghese restaurato. Saranno presenti

Venerdi’ 24 luglio alle ore 19,00, presso piazza della vittoria (in pieno centro storico) – artena, si terrà la per la manifestazione inaugurativa dell’arco borghese restaurato. Saranno presenti

l’On Daniele Leodori presidente del consiglio Regionale del Lazio, gli assessori regionali competenti i massimi i vertici dei beni culturali, il sindaco di Artena dottor Felicetto Angelini, l’assessore ai llpp avv. Ileana Serangeli, l’arch. Francesco Montuori, la d.ssa Carla Giovannone restauratrice, dottor Alessandro Trovarelli ditta esecutrice lavori. L’amministrazione comunale intende inaugurare l’opera restaurata il prossimo venerdì 24 luglio 2015. la giornata che è inserita nel novero dei festeggiamenti della santa patrona di Artena Santa Maria Maddalena. L’inaugurazione è prevista sulla piazza della vittoria, l’autentico terrazzo che getta il suo sguardo nell’intera valle del trerus, ed è la parte soprastante dello stesso arco. dopo i discorsi istituzionali e tecnici, con uno spettacolare gioco e con la proiezione di filmati e fotografie, che ricorderanno i momenti più importanti della storia dell’arco, anche tutte le volte che è stato il protagonista di pellicole e film (Romeo e Giulietta di Zeffirelli, ad esempio). Proprio per il gioco di luci e la proiezione di foto e filmati l’inaugurazione è prevista alle ore 19,00.

Storia e architettura

L'arco, simbolo della città di Artena (roma), venne fatto costruire dal cardinale Scipione Borghese tra il 1618 e il 1621, lungo la strada del borgo, ed è attribuito al grande architetto martino Longhi, anche se esistono dati inconfutabili che anche il Vasanzio ha avuto modo di lavorare all’opera. attualmente è la porta di passaggio al centro storico di Artena da tutti riconosciuto come una opera fondamentale nel panorama urbanistico del XVII secolo; ed è oggi il centro storico non carrozzabile più ampio certamente di tutta la regione Lazio, anche se qualcuno si spinge oltre, definendolo il borgo antico non carrozzabile più vasto d’Europa.

la monumentale porta, sebbene composta da una grandiosa massa di conci di tufo, appare leggera ed elegante. si innalza su tre conci diversi, con la faccia principale rivolta verso est. ricca di elementi decorativi e architettonicamente armoniosa, la porta ha un arco a tutto sesto formato da undici conci cuneiformi di tufo, che poggiano su due pilastri a forma di parallelepipedo. al centro dell'arco spicca un'aquila ad ali spiegate in travertino. al centro dei due conci vi sono dei buchi che fungevano da spioni quando la porta era chiusa, mentre nel terzo concio vi sono incastonati due medaglioni tondi di pietra con in rilievo due draghi. la trabeazione è

formata da una cornice di tufo con 12 elegantissime mensole in travertino, da un fregio sul quale è impresso la scritta "scipio card burghesius". l'arco in alto termina col grandioso stemma del cardinale che troneggia al centro fra 6 merli monolitici di tufo sormontati da palle di travertino, un vero capolavoro di stile barocco. il fregio in travertino, che attualmente appare senza iscrizione, riportava anticamente delle grandi lettere di piombo con la data della costruzione: "annodomini mdcxx". opera del martino longhi e del vasanzio – come detto – fu realizzato su disposizioni del cardinale borghese, per evitare che chiunque potesse entrare nella città rinascimentale. l'arco richiede un continuo restauro, data la nota

friabilità del tufo. vari ripristini, infatti, sono già stati eseguiti: uno nel 1928, quando la volta pericolante fu sostituita con una a vela finta, con mattoni a coltello e lo stipite a nord-ovest venne incatenato con chiavi in ferro; l'altro nel 1962 in seguito al bombardamento del maggio del '44, quando fu chiusa la cornice del lato nord per alleggerire la spinta in basso. E’ quindi dal 1962 che l’arco borghese non subisce un intervento così capillare come quello che è stato effettuato in questi ultimi mesi.

Restauro e finanziamento

Il restauro dell’arco borghese è stato certamente necessario visto che erano oltre cinquanta anni che il monumento non veniva nemmeno sfiorato dalla mano dell’uomo. sono stati fatti nel corso di questi ultimi anni alcuni piccoli lavori, tesi, però, al rinforzamento dell’opera. il progetto originario scaturisce attraverso un intervento che rientra nel novero degli interventi del PIT (piani integrati territoriali) elaborato dall’ufficio tecnico della comunità montana dei Monti Lepini. successivamente tale progetto è stato integrato con ulteriori lavori richiesti dall’ufficio tecnico del comune di Artena, e, in seguito, finanziato dalla regione Lazio con un contributo pari a circa 370.000,00. i lavori comprendono il consolidamento dell’intera opera, il rifacimento della parti rovinate dal tempo e la totale e complessa pulizia del monumento e di tutti i fregi di mostra presenti sull’opera. il dl è l’architetto Montuori; mentre la restauratrice è la d.ssa arch. Giovanna Giannoni. I lavori sono stati affidati, attraverso gara, alla ditta bpd lavori.

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