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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Il processo / Cassino

Viene arrestato per spaccio ma non gli trovano il danaro della vendita, assolto

Protagonista della singolare vicenda un 24enne residente a Cassino che venne bloccato dalla Polizia insieme ad un'amica. Ieri il Gup ha accolto la tesi difensiva dell'avvocato Emanuele Carbone

Il Giudice monocratico presso il Tribunale di Cassino, ha assolto un ventiquattrenne di Pontecorvo, dalla grave accusa di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish.

La vicenda aveva preso piede nel febbraio 2018 quando a seguito di una operazione della Polizia di Stato, era stato fermato, in quanto colto in flagranza di reato, un ventiquattrenne di Pontecorvo; in quanto a seguito di una attività di osservazione e pedinamento, gli uomini della Polizia, avevano fermato il giovane mentre cedeva 27 dosi di hashish ad una ragazza nei pressi del quartiere Colosseo di Cassino.

Infatti, gli operanti dopo aver visto il passaggio dello stupefacente dal giovane spacciatore nelle mani della ragazza erano intervenuti tempestivamente disponendo l’immediato sequestro dello stupefacente rinvenuto, disponendo, altresì il deferimento all’Autorità Giudiziaria del giovane con la grave accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ieri mattina si è celebrata l’udienza del processo a carico dell’imputato e all’esito della discussione finale, ove la pubblica accusa aveva avanzato una richiesta di condanna, il difensore, Emanuele Carbone, durante l’arringa ha evidenziato tutte le lacune delle accuse che venivano rivolte al proprio assistito; in particolare, la mancanza della prova regina in ordine alla sussistenza del reato di spaccio, avuto riguardo al mancato rinvenimento del presunto prezzo che avrebbe dovuto pagare la ragazza in cambio della cessione della sostanza stupefacente ricevuta.

Inoltre, il penalista ha altresì evidenziato che, quell’incontro altra finalità non aveva se non quella di un consumo comune, da parte dei due giovani, della sostanza caduta in sequestro, acquistata poco prima dall’imputato con le somme messe a disposizione da entrambi. Il Giudice, accogliendo integralmente la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Emanuele Carbone, ha assolto l’imputato con la formula perché il fatto non costituisce reato.
 

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