Braccio destro del 're dei Narcos' arrestato nel Frusinate

Raffaele Scognamiglio bloccato ad Ausonia dai Carabinieri su ordinanza della DDA di Napoli. Il boss Raffaele Imperato, considerato il più grande trafficante di droga italiano, è fuggito a Dubai

E' considerato il braccio destro del boss di Castellammare di Stabia Raffaele Imperiale, da anni oramai residente a Dubai. Ieri è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia Stella di Napoli che unitamente alla DDA da quattro anni stavano indagando sul gruppo d narcos italiani più potente sul mercato. Tanti i gravi indizi di colpevolezza raccolti a carico dei componenti di un gruppo di narcotrafficanti in Campania e in altre regioni. E nel frusinate a finire in manette è stato Raffaele Scognamiglio, 44 anni. E' stato bloccato ad Ausonia dove viveva da qualche anno. I militari campani unitamente ai colleghi della Compagnia di Pontecorvo stanno ora accertando se Scognamiglio possa essere stato anche un valido referente per il rifornimento di droga nella provincia di Frosinone. 

Le indagini

Gli investigatori hanno quindi individuato non meno di 3 canali di approvvigionamento dello stupefacente, che a loro volta risultano riconducibili a narcotrafficanti dell’area napoletana divenuti negli anni figure di prima grandezza nel mercato mondiale dello stupefacente ed attualmente latitanti. La ricostruzione del metodo di approvvigionamento della droga mostra come, a differenza del passato quando venivano utilizzati prevalentemente soggetti direttamente affiliati, negli ultimi anni i clan camorristici di Napoli e provincia abbiano preferito avvalersi di brokers trasversali che, privi di legami organici con le consorterie locali, operano attraverso numerosi e diversificati canali di approvvigionamento.

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Gli interrogatori

Gli arrestati, che sono stati tradotti in carcere in attesa degli interrogatori di garanzia che si terranno nei prossimi giorni, sono ritenuti collegati a network criminali internazionali, a loro volta guidati da soggetti come Imperiale Raffaele, da lungo tempo rifugiatosi negli Emirati Arabi Uniti, e Carbone Bruno. L’inchiesta ruota intorno alla figura di Bruno Carbone, latitante, e che da tempo si è stabilito all’estero, che avrebbe avuto un ruolo di broker per l’acquisto di cocaina attraverso contatti con un cartello colombiano.

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