Beni confiscati, Prefetto e Istituzioni a confronto con il ministro Salvini e il procuratore Pignatone

Al vertice tenuto a Roma erano presenti oltre che il questore ed i comandanti provinciali di Finanza e Carabinieri, anche i sindaci di Cassino e Frosinone dov'è presente il maggior numero di edifici e terreni definitivamente tolti alle organizzazioni malavitose

I beni confiscati in provincia di Frosinone dovranno essere assegnati agli Enti Statali che poi dovranno stabilire il giusto utilizzo. Questo in sintesi quanto emerso dall'incontro che si è tenuto al Viminale ed organizzato dall'Agenzia dei Beni Confiscati. Una riunione esaustiva che ha visto presenziare oltre che al ministro dell'Interno, Matteo Salvini anche il procuratore capo di Roma Giancarlo Pignatone, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti ed i prefetti e i rappresentanti delle forze dell'ordine delle cinque province.

In Ciociaria palazzi e terreni

In prima fila per la Ciociaria c'erano il prefetto Ignazio Portelli, il questore Rosaria Amato, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Alessandro Gallozzi ed una rappresentanza dei Carabinieri provinciali. Cassino e Frosinone, le città con il maggior numero di beni confiscati da assegnare, erano rappresentate dai sindaci Carlo Maria D'Alessandro e Nicola Ottaviani. Nella città martire e nel suo hinterland sono oltre sessanta i beni tra abitazioni, terreni e immobili uso commerciale, confiscati alle mafie. Un simbolo per tutti la villa confiscata al clan Licciardi e situata nel comune di Sant'Elia Fiumerapido ed al cui interno ci sono antiche e costose statue. A Frosinone diverse sono le ville confiscate e ancora da assegnare. 

Il giusto utilizzo

Nel convento dell'Auricola di Amaseno, confiscato alla famiglia cassinate dei Terenzio, il sindaco del paese, Antonio Como, sta realizzando un Istituto Alberghiero per disabili. Un modello, quello di Amaseno, che viene illustrato in tutta Italia. La confisca dell'antico maniero risalente al 1500 è stata possibile grazie alle indagini della Direzione Investigativa Antimafia di Roma. Il vice questore Giuseppe Puzzo e la sua squadra ha dimostrato che i proprietari del convento, dal valore di oltre 55 milioni di euro, pur dichiarando reddito zero, erano proprietari di un patrimonio di oltre 90 milioni di euro.

La speranza di Zingaretti

"La Regione prenderà in consegna oltre 450 beni confiscati alle mafie per ridargli nuova vita - ha spiegato Nicola Zingaretti. Questo per stare dentro l'economia legale insieme a tanti sindaci, perché abbiamo fatto di questa idea di ridare vita ai beni confiscati uno dei punti importanti della mia amministrazione".

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