Aggredirono i tifosi del Cassino, cinque Daspo per gli ultras del Latina

Il brutto episodio avvenne sabato 20 gennaio in un bar adiacente allo stadio Francioni

Non potranno vedere le partite della loro squadra di calcio almeno fino alla fine del campionato 2018. Per i cinque tifosi del Latina Calcio 1932 che sabato 20 gennaio, al Francioni, hanno tentato di aggredire quattro tifosi del Cassino in un bar vicino allo stadio è stato emesso un provvedimento di Daspo. L’episodio è avvenuto poco prima dell’incontro tra il Latina e il Cassino Calcio, gara del campionato di serie D.

La ricostruzione dell'aggressione

Secondo la ricostruzione, un gruppo di tifosi nerazzurri, incappucciati e armati di bastone, si è diretto correndo verso il bar di fronte allo stadio dove erano presenti i supporters del Cassino. Uno degli aggressori, T.C., 29 anni, con il volto travisato da una bandana e un cappello, è entrato nel bar e ha chiesto se fossero presenti tifosi della squadra avversaria. Alla risposta affermativa, ha cominciato a spintonarli per farli uscire all’esterno del locale, aggredendoli con calci e pugni.

L'aggressione fuori del bar

Fuori dal bar aspettavano altri ultras del Latina che hanno aggredito gli ospiti mentre cercavano di scappare. Immediato l’intervento del personale della Digos e del gabinetto provinciale di polizia scientifica, impegnati nel servizio di ordine pubblica allo stadio, che hanno bloccato gli autori dell’aggressione mentre tentavano la fuga. I responsabili, B.A., 19 anni, B.C., 21 anni, C.C., 21 anni , Q.V., 30enne, appartenenti al gruppo locale ultras “Leone Alato”, sono stati condotti in Questura per accertamenti. Sono state poi analizzate le immagini riprese dalla polizia scientifica per verificare le precise responsabilità di ciascuno e al termine degli accertamenti i tifosi sono stati tutti denunciati alla Procura. Il bastone utilizzato per l’aggressione è stato sottoposto a sequestro.

Il provvedimento del Questore per i tifosi violenti

Le posizioni degli ultras sono state esaminate dalla Divisione Anticrimine  che ha predisposto i provvedimenti Daspo, vietando di accedere all’interno degli stadi e di tutti gli impianti sportivi nazionali  in cui si disputano incontri di calcio a qualsiasi livello agonistico, anche amichevoli e per finalità benefiche. I Daspo vanno da un minimo  di tre anni ad un massimo di cinque e sono stati  motivati  sulla pericolosità  che gli autori delle violenze hanno dimostrato.

Per maggiori informazioni Latinatoday.it
 

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