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Paesi Monti Lepini

Paesi Monti Lepini

Carpineto Romano, il direttore della Compagnia dei Lepini partecipa agli stati generali dell’Appennino

Gli Appennini sono stati per secoli la dorsale dell’Economia Italiana che si basava sulle attività agrosilvopastorali; è una Storia che oggi può ancora essere raccontata dai prodotti tipici e dal Paesaggio stesso. Questa affermazione vale anche...

Gli Appennini sono stati per secoli la dorsale dell'Economia Italiana che si basava sulle attività agrosilvopastorali; è una Storia che oggi può ancora essere raccontata dai prodotti tipici e dal Paesaggio stesso. Questa affermazione vale anche per i Monti Lepini che, anche nella denominazione di catena degli Anti Appennini, fanno riferimento diretto alla forte relazione geografica, ambientale, antropologica e culturale della dorsale Appenninica. E i prossimi 16, 17 e 18 ottobre a Castel del Giudice (IS) parteciperanno agli Stati Generali delle Comunità dell'Appennino, in qualità di delegati dello Slow Food Lazio, Tommaso Iacoacci di Priverno, Vice presidente Slow Food Lazio e Fabrizio Di Sauro, direttore della Compagnia dei Lepini. Siamo stati invitati a partecipare e a portare un contributo sia per le rispettive esperienze che per aver promosso un accordo di cooperazione, tra i reciproci Enti, che ha assunto come documento politico di riferimento il "Manifesto degli Appennini" riferisce Fabrizio Di Sauro.

Questa importante iniziativa, promossa da Slow Food Italia, vuole rimettere al centro di un'elaborazione di livello nazionale il ruolo che le comunità, i paesi e le piccole città, gli agricoltori e i pastori, le istituzioni pubbliche e private che operano lungo tutta la dorsale appenninica possono avere nella costruzione di una nuova economia per il paese Italia. Una nuova economia basata sulle potenzialità locali, profondamente legata alle radici culturali, produttive e socioculturali del Territorio. Si discuterà di ambiente, anche con riferimento alle aree protette ed ai sistemi dei Parchi che oggi sono al centro di un ripensamento complessivo a partire dalla Legge 394 del 1991, di "Biodiversità agricola", di selvicoltura e di energia sostenibile insieme ai temi riguardanti la tutela e la valorizzazione dei Territori e la indispensabile formazione. Una nuova economia per il Paese e per i Territori interni che può puntare solo sulla qualità della vita, qualità dell'ambiente, qualità dei rapporti, qualità dei prodotti. Ma le politiche di sviluppo, dal dopoguerra ad oggi, non hanno puntato sulla valorizzazione dei territori montani, mentre hanno insistito su un modello che ha portato all'odierno collasso delle aree costiere e di quelle pianura. Le regioni appenniniche e le aree di Montagna possono rappresentare, oggi, un'occasione di ripartenza perché sono luoghi dove esistono ancora risorse naturali pregiate con cui si può provare a ridisegnare un'idea di turismo diverso. Serve una assunzione di responsabilità collettiva sia da parte di chi vive nei Territori montani che da parte di chi vive nelle pianure per riconoscere lo straordinario apporto benefico, di cui godere collettivamente, con un ambiente montano economicamente sano. E serve molto pensiero, molta cura, molta conoscenza e molta politica per arrivare a considerare i nostri Monti una grande risorsa al servizio del bene comune. In una crisi di sistema come quella che stanno attraversando il nostro Paese e buona parte d'Europa non è ammissibile avere una grande risorsa, come quella della Montagna, e non metterla a valore. L'augurio è che da questi Stati Generali delle Comunità dell'Appennino parta una nuova stagione di operatività e concretezza che possa dare i migliori frutti in ambito di cultura dello sviluppo e nuova economia sostenibile.

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