Cassinate, una webcam per incastrare gli inquinatori del Rio Pioppeto

A scrivere al Cosilam, che dovrebbe appaltare i lavori di adeguamento del depuratore dopo l'indagine di Procura e Carabinieri Forestali, è stato il comitato Allerta Cerro

Una webcam che incastrare gli inquinatori del Rio Pioppeto. E' questa la richiesta che comitato Allerta Cerro ha fatto al presidente del Consorzio Industriale del Lazio Meridionale, Marco Delle Cese. In una lettera ufficiale, inviata per conoscenza anche ai sindaci di Cassino, Villa Santa Lucia e Pignataro, il presidente del comitato, Dario Leva e il portavoce Giovanni Carrino, chiedono esplicitamente alla luce dei nuovi investimenti che il Cosilam dovrà fare per la riqualificazione e l'adeguamento del depuratore di via Molino Arso, nel comune di Villa Santa Lucia, un preciso intervento di prevenzione.

Le immagini choc

La richiesta

"Chiediamo, per motivi di trasparenza, l’installazione di una webcam puntata sulla zona di immissione delle acque di scarico del depuratore nel fiume. La webcam dovrà essere accessibile sui siti istituzionali dei Comuni nei territori dei quali scorre il Rio Pioppeto. In questo modo il Consorzio potrà dimostrare l’effettivo buon funzionamento dei suoi impianti e i cittadini potranno verificare in qualsiasi momento se le colorazioni anomale delle acque saranno imputabili al depuratore o ad altro - scrive Dario Leva -. Anche le autorità preposte al controllo, che sono in ogni occasione inevitabilmente chiamate dai cittadini, potranno trarre vantaggio dal dispositivo; ricordiamo infatti che la zona non è così velocemente e facilmente accessibile. Confidiamo in un celere riscontro al fine di poter discutere della proposta". 
 

I lavori di adeguamento

"In questi giorni abbiamo appreso, da diverse fonti, del probabile ottenimento da parte del Cosilam di un cospicuo finanziamento che sarà utilizzato per realizzare, tra gli altri interventi, la copertura delle vasche del depuratore gestito dal consorzio stesso - sottolinea Leva -. Sottolineando che in precedenza, già una vasca era stata oggetto di simile intervento, senza evidenti risultanze positive, il nostro auspicio è che con il completamento e/o l’integrazione delle coperture, si possa raggiungere il risultato sperato. In ogni caso ci preme far rilevare che i noti e molesti miasmi che si avvertono nella zona industriale e in quelle adiacenti, non provengono soltanto dalle vasche del depuratore ma, con ogni probabilità, anche da altri punti della rete fognaria collegata a sistema con le stazioni di sollevamento e infine con il depuratore stesso. Il motivo di questa comunicazione è però un altro".

Inquinamento decennale

"In questi anni, oltre il problema dei miasmi, stiamo assistendo ad un altro tipo di scempio ambientale, che sta interessando il fiume oggetto di scarico dell’impianto di depurazione di via Molino Arso, l’ormai ben noto Rio Pioppeto. Tralasciando qualsiasi commento sulla recente vicenda relativa al sequestro degli impianti e al successivo dissequestro da parte del Tribunale del Riesame, sulle cui motivazioni avremmo qualcosa da ridire conoscendo gli esiti di alcuni campionamenti ufficiali che non ci risultano menzionati, vogliamo ricordare che con frequenza inaccettabile le acque del Rio assumono evidenti colorazioni diverse da quelle che porterebbero a definirle limpide - chiosa ancora il presidente del comitato -. Oltre gli annosi episodi, già denunciati in passato, alla base delle vicende del sequestro, durante l’intero periodo primavera-estate (sia nel 2018 che nel 2019 abbiamo assistito agli interventi di Arpa e Polizia Provinciale), se ne sono susseguiti altri, gli ultimi due in un intervallo di pochi giorni, il 21 Aprile e il 30 Aprile scorsi. In entrambe le occasioni il fiume è rimasto per buona parte della giornata in uno stato vergognoso come dimostrato dall’alterazione della pigmentazione delle acque".

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Le denunce

"Per questi ultimi due episodi non abbiamo foto relative all’immissione delle acque di scarico dagli impianti di depurazione verso il fiume, ma le giustificazioni addotte dal Consorzio (problemi tecnici e scarichi anomali) ci fanno concludere che il problema fosse proprio lì. In entrambe le occasioni sono stati i cittadini ad avvertire i responsabili, che a loro volta hanno risposto che avrebbero provveduto a risolvere il problema - interroga il portavoce Carrino -. È mai possibile ipotizzare che gli addetti agli impianti non fossero per niente a conoscenza dello stato anomalo? Non possiamo accettare che dopo tutto questo tempo, dopo tutte le battaglie, dopo il recente sequestro del depuratore, nessuno venga avvertito prima di quello che succede, dell’eventuale stato di anomalia dell’impianto e dei conseguenti sversamenti, probabilmente dannosi, nel Rio Pio"

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