Cassino, nessun affare con la Camorra: assolti Luigi e Vincenzo Terenzio

La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado anche per gli altri imputati

La Corte d'Appello di Roma

Il fatto non sussiste. I giudici della Corte d'Appello di Roma hanno confermato la decisione presa dai colleghi di piazzale Clodio e resa nota nel 2012. Tutti assolti per la seconda volta quindi i dieci imputati nel processo 'Grande Muraglia'. Un'indagine portata avanti dagli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e che portò all'arresto di quattro persone ed alla denuncia di altre sei. A finire in cella per associazione a delinquere di stampo mafioso (accusa poi decaduta e derubricata in associazione a delinquere semplice) furono anche gli imprenditori Vincenzo e Luigi Terenzio.

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Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia

L'indagine si basava soprattutto sulle dichiarazioni di un pentito che accusava gli imprenditori di essere i refenti, per conto della Camorra, di una rete di fornitori dai marchi contraffatti prodotti in Cina e smerciati a Roma e nel centro Italia. Da qui il nome all'indagine 'Grande Muraglia'. Con l’accusa di riciclaggio furono coinvolti nella stessa inchiesta anche Antonio Valente, Nunzio Sacco e Gennaro Fiorentino. Anch'essi assolti in primo grado, si sono visti confermare la sentenza dalla Corte d'Appello. Nel caso in cui anche i Giudici della Cassazione dovessero ritenere prive di fondamento le accuse formulate dagli investigatori e della Procura, per coloro che hanno trascorso diversi mesi in carcere, potrebbe essere riconosciuto un risarcimento per 'ingiusta detenzione'.

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