Cassino, depuratore Cosilam ko: carabinieri ed Arpa allertati dai cittadini disperati (FOTO E VIDEO)

Prelevati campioni di acqua e stilata una relazione: l'impianto è inadeguato alla portata di acque nere che provengono soprattutto dalle tante aziende e industrie della zona compresa tra la città martire e il comune di Villa Santa Lucia

La perdita di acqua di ieri mattina

In preda alla disperazione e per l'ennesima volta hanno chiamato Carabinieri ed Arpa. I residenti di via Solfegna, ieri mattina, si sono svegliati con i campi e l'intera strada 'allagati' dalle acque nere del depuratore Cosilam. Un fetore insopportabile e i liquami, pieni di scarichi industriali, che sono finiti nel Rio e nelle falde acquifere. In zona c'è chi coltiva olive e verdure. I militari della Compagnia di Cassino e gli ispettori dell'Arpa hanno relazionato che 'le pompe di sollevamento sono inadeguate per funzionalità alla portata delle acque che confluiscono nel depuratore". In pratica, come hanno dichiarato i tanti cittadini presenti, il depuratore era stato realizzato per consentire ai residenti lo smaltimento delle acque nere ma non per essere utilizzato dalle industrie. Sul posto anche Niki Dragonetti che con una diretta video ha illustrato quanto stava accadendo.

L'assenza delle Istituzioni in una zona ad alto rischio

"La pompa di sollevamento numero due del depuratore Cosilam è inadeguata a reggere la mole di acqua che arriva dagli scarichi fognari della zona e dalla industrie. Non lo dico io, Niki Dragonetti, ma lo ha messo nero su bianco questa mattina un ingegnere dell'Arpa. Perchè, ancora una volta, i residenti di via Solfegna, si sono svegliati con acqua putrida lungo la strada e nei campi e con l'odore nauseabondo proveniente dall'impianto. Per non parlare della schiuma che ha invaso il Rio adiacente e che ha fortemente minato l'ecosistema. I carabinieri hanno verbalizzato lo stato dei luoghi ma quello che i cittadini intendono sapere è quando la presidenza del Cosilam si deciderà a cambiare le pompe di sollevamento ed a restituire dignità e una vita normale a questa gente. Parliamo di agricoltori che hanno dovuto abbandonare la terra oramai inquinata".

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La necessità di prendere provvedimenti e non solo giudiziari

"Parliamo di cittadini che hanno costruito case con grandissimi sacrifici e si ritrovano a dover spendere soldi per interpellare l'Arpa e per sostenere le spese legale per questo o quel ricorso. E la chiamate vita questa? Mentre in città registriamo l'ennesima giovane vittima piegata da un tumore impietoso abbiamo questi Signori che giocano a fare le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. L'importante è spartirsi la poltrona. Perchè solo con la poltrona si può acquistare potere vero? E alla gente che muore, che mangia e beve prodotti inquinati nessuno pensa? La classe politica dovrebbe prendere esempio dallì'amico Carmine Di Mambro che in pochi mesi è riuscito lì dove i nostro rappresentanti regionali hanno sempre fallito: l'Istituzione del registro dei Tumori è stata possibile grazie a lui, alla sua tenacia e non certo per la volontà di Mario Abbruzzese o Marino Fardelli. Il primo vive di 'chiacchiere'. Il secondo vive con i 'rifiuti'. Che cosa possono raccontare ai cittadini. Sul ruolo del sindaco D'Alessandro e dell'assessore all'Ambiente non intendo inferire. Il loro non esserci si commenta da solo".

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