Prometteva lavoro dietro pagamento di migliaia di euro, arrestato

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno incastrato un operaio di Cassino che avrebbe raggirato 15 persone. Le indagini coordinate dal magistrato Roberto Bulgarini Nomi.

Prometteva posti di lavoro in cambio di denaro. Migliaia di euro sborsati da genitori speranzosi di trovare una sistemazione economica per i figli. A finire in manette è stato un uomo di Cassino, 45 anni e operaio di un'azienda metalmeccanica. È accusato di truffa aggravata ed ha ottenuto il beneficio dei domiciliari. 

Le indagini sono scaturite dopo che lo stesso, vessato dai truffati e pensando di farla franca, ha denunciato una presunta estorsione ai propri danni da parte di una delle sue vittime, ma gli agenti hanno scoperto la verità. Una quindicina le persone truffate finora rintracciate.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Cassino nella persona del magistrato Roberto Bulgarini Nomi, sono scattate quando l'operaio si è presentato presso gli uffici della Squadra Mobile di Frosinone, diretta dal vice questore Flavio Genovesi, per denunciare un tentativo di estorsione ai suoi danni da parte di una persona che, a suo dire, gli aveva prestato circa 3000 euro e che ora pretendeva la restituzione di 44 mila euro. Ma qualcosa da subito non ha convinto gli investigatori e questo maldestro tentativo di liberarsi di una delle sue vittime gli si è ritorto contro, proprio come un boomerang. Inoltre dalle dichiarazioni rilasciate agli agenti lo stesso ha fatto riferimento alla sua dipendenza dal gioco, condizione che lo avrebbe portato a cercare di reperire denaro in ogni modo e senza scrupoli, proprio per soddisfare la sua ludopatia. 

Come emerso dalle indagini, la vicenda ha avuto origine più di un anno fa e si è protratta fino all’ottobre scorso, periodo in cui, l’uomo, con collaudati ed articolati artifizi, ha raggirato tra le province di Frosinone, Avellino, Caserta e Isernia almeno una quindicina di giovani, approfittando del loro stato di necessità essendo tutti alla disperata ricerca di un lavoro.

Il malfattore, facendo leva sulla loro precarietà lavorativa ed economica, attirava le vittime con la promessa di un impiego sicuro, millantando, tra l’altro, di essere un rappresentante sindacale e di avere una fraterna amicizia con un fantomatico “ingegnere addetto alla gestione del personale di un’importante azienda metalmeccanica”; condizioni queste che, a suo dire, avrebbero facilitato l’assunzione.

A tale scopo si faceva anticipare somme di denaro, giustificate come necessarie a conseguire corsi di specializzazione o, nei casi di assunzione a tempo indeterminato, destinate a coprire un anticipo della contribuzione.

L’importo richiesto per un posto di lavoro, nel corso dei mesi, ha subito un’importante evoluzione, arrivando ad alcune migliaia di euro, con la promessa i soldi anticipati sarebbero stati poi recuperati in busta paga.

Uno dei truffati a sua volta è stato denunciato per tentata estorsione nei confronti del truffatore, per cercare di recuperare i soldi che aveva versato, una volta scoperto l’inganno.

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