Il fatto / Cassino

Asfissia neonatale con danni permanenti, ginecologa condannata

La nascita tardiva di un bimbo ha provocato allo stesso gravissime lesioni. La denuncia dei genitori in Procura ha portato al processo

Gravissima Asfissia neonatale: Condannata a sei mesi di reclusione (pena sospesa) una ginecologa dell'Ospedale di Cassino per le gravissime lesioni riportate da un bambino a causa del ritardato parto cesareo. Giustizia per i giovani genitori. 

Accolte, dopo 4 anni di una lunga e non poco sofferta istruttoria dibattimentale, le richieste dei genitori del piccolo che si sono costituiti parti civili e sono stati assistiti dagli avvocati Paolo Marandola e Benedetta Altobelli. La triste vicenda ha inizio nel novembre del 2016 quando la futura madre, in preda a forti dolori addominali, giungeva in Pronto Soccorso dove veniva immediatamente indirizzata presso il reparto di ostetricia e ginecologia con la diagnosi di gravidanza a termine-inizio parto.

Tuttavia il giorno dopo veniva inspiegabilmente dimessa, salvo poi essere ricoverata e operata d'urgenza il giorno 6 novembre, allorquando i sanitari prendevano atto che si era verificato un gravissimo episodio di sofferenza fetale, con una temporanea scomparsa del battito cardiaco del bambino. Il piccolo nasceva il 6 novembre 2016 con gravissimi danni neurologici tanto che veniva trasportato d'urgenza all'Ospedale Bambino Gesù di Roma dove, giorno dopo giorno, visita dopo visita,  appureranno le gravissime ed irreversibili conseguenze derivanti dal ritardo nell'esecuzione del parto. 

Scattava dunque la denuncia dei giovani genitori. La Procura di Cassino, dopo le prime indagini e dopo una prima consulenza di medici legali, aveva ritenuto opportuno formulare una richiesta di archiviazione. I due ragazzi, però, decidevano di non arrendersi e si opponevano alla richiesta di archiviazione.

Il Gup, accogliendo l'istanza, disponeva l'imputazione coatta nei di 5 medici dell'Ospedale di Cassino. Dopo un lungo e delicato processo durato 4 anni, durante il quale sono stati escussi numerosi testimoni, consulenti di parte e periti, il dottor Marco Gioia, accogliendo le tesi della Procura e degli avvocati Paolo Marandola e Benedetta Altobelli, che si sono avvalsi delle considerazioni medico-legale del professor Domenico Arduini, ha condannato la ginecologa che aveva gestito la situazione d'emergenza durante il parto della donna alla pena di mesi 6 di reclusione (pena sospesa), al risarcimento di tutti i danni subiti dal piccolo e dai suoi genitori, nonché al risarcimento delle spese di costituzione di parte civile.
 

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