Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Cassino

Cassino, bimbo autistico accusa il padre di averlo picchiato: scattano le indagini

Il tredicenne sarebbe stato maltrattato dal genitore che vive separato dal resto della famiglia. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dell'ex moglie e presentato una dettagliata informativa presso la Procura della Repubblica di piazza Labriola

Maltrattato, strattonato, picchiato per non essere stato in grado di ubbidire la padre. Un bimbo di tredici anni, affetto da autismo, sarebbe stato oggetto di vessazioni da parte del genitore che vive separato dal resto della famiglia. Una vicenda triste ma con i contorni ancora tutti da chiarire quella che stanno seguendo i carabinieri della Compagnia di Cassino.

La ricostruzione

In base a quanto denunciato dalla madre, il bimbo lo scorso mese di dicembre dopo aver trascorso alcuni giorni in compagnia del padre, sarebbe tornato a casa sconvolto e taciturno. Un atteggiamento accentuato poi da crisi di pianto e silenzi infiniti. Un comportamento anomalo che ha indotto la donna ad approfondire il tutto. Dapprima e con tatto ha chiesto al figlioletto cosa lo turbasse poi ha chiesto all'ex compagno cosa fosse accaduto. Il ragazzino ha parlato di urla, grida, strattonamenti e botte. Il padre ha semplificato il tutto con un'alzata di voce e qualche rimprovero. Nessuna ferita appartente sul corpo e sul volto del bimbo ma solo tanto dolore e una chiusura totale verso la famiglia.

La denuncia

La donna, disperata e forse motivata da altre vicissitudini, nei giorni scorsi ha deciso di presentare denuncia nei confronti dell'ex compagno. Ha varcato la soglia della caserma dei carabinieri in via Sferracavalli ed al personale del capitano Ivan Mastromanno ha riferito quanto accaduto e quanto raccontato dal bambino. I militari hanno avviato un'indagine. Alla presenza di un'esperta è stato ascoltato nuovamente il bimbo. Gli elementi raccolti sono stati tanti e tali di indurre i carabinieri a presentare un'informativa presso la Procura della Repubblica di Cassino. Se il magistrato dovesse ravvedere gli estremi di reato il padre correrebbe il rischio di finire sotto processo per 'maltrattamenti in famiglia' con l'aggravante della crudeltà.

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