12 enne malato, costretto a vivere in un garage con i genitori e i fratellini (foto e video)

Il dramma di un bambino marocchino, affetto da una grave patologia neurologica. Troppo poveri per poter avere una casa. La mobilitazione della rete per sostenere chi è meno fortunato

Come un vegetale vive sdraiato su un divano che ha visto tempi migliori o in una striminzita sedia a rotelle. Insieme ai suoi genitori ed ai fratellini più piccoli, vive in un garage senza finestre, senza acqua calda, senza un bagno che possa chiamarsi tale. Questa è la triste storia di una famiglia di marocchini ma da anni residenti in Italia. Troppo poveri per potersi permettere una casa vera. Troppo poveri per poter far curare il piccolo affetto da un gravissimo ritardo neurologico.

Il fatto

A rendere pubblica la storia, con il consenso dei genitori, è stata l'assistente sociale Mary Tomasso che da tre mesi sta seguendo i cinque poveretti. "Per prima cosa è necessario trovare un lavoro al padre di questi bambini - spiega - perché lui non vuole la carità. E' giovane, è sano, è forte e vuole occuparsi della sua famiglia. Purtroppo trova solo lavori saltuari e che non gli consentono di dare una casa dignitosa alla moglie ed ai figli. Il bimbo malato va costantemente seguito, accudito, controllato e per questo la madre non esce mai dal garage dove vivono. Una stanza che è anche cucina, salotto, camera da letto e bagno. Ecco vedendo il filmato e le foto potrete rendervi conto da soli della reale situazione".

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La mobilitazione

La notizia ha suscitato l'interesse di decine di persone che vivono a Cassino e attraverso la rete tante sono state le proposte di aiuto concreto. Della questione si stanno facendo anche carico il sindaco e i consiglieri comunali Rossella Chiusaroli e Carmine Di Mambro con l'assessore Maria Iannone.

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La critica

E a margine della vicenda non poteva mancare la critica politica. Ad interrogare il primo cittadino è stato il segretario provinciale del movimento dello Scarpone, Niki Dragonetti. "Per quale motivo i servizi sociali non sono intervenuti prima pur essendo a conoscenza di questa situazione tanto drammatica? Per quale motivo a questa famiglia non è stato assegnato uno degli alloggi popolari che, come prevede la Legge, ogni Comune deve avere per le grandi emergenze? Sono forse occupati dagli abusivi? E allora perché non si è provveduto a segnalare la cosa alla forza pubblica ed all'autorità giudiziaria? Esistono gli sgomberi per chi è fuorilegge. La 'tolleranza zero', spot elettorale del sindaco D'Alessandro come sempre continua ad essere su carta. La soluzione a questo dramma ed al dramma di tanti cittadini di Cassino senza una casa, potrebbe arrivare anche dall'assegnazione di una quarantina di mini appartamenti confiscati negli anni passati ad una famiglia di imprenditori. Sindaco ci vuole coraggio per poter aiutare il prossimo".

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