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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Cassino

Cassino, celebrato il primo matrimonio in Italia su bene confiscato

Simona e Carmine, titolari del ristorante della legalità, si sono sposati in una fattoria appartenuta al clan Lubrano

Hanno giurato amore eterno in un luogo simbolo: il parco della memoria dedicato alle vittime innocenti di mafia. Simona e Carmine Mernini, titolari del ristorante della legalità a Cassino, il 'Civico sociale' hanno scelto il bene confiscato al clan Lubrano e situato nei pressi della centrale del Garigliano per unirsi in matrimonio.

La cooperativa da lavoro a decine di persone

Qui, in una struttura di quattro ettari, la cooperativa sociale 'Al di là dei sogni' offre lavoro a decine di persone con disabilità e con problemi psichici. I prodotti provenienti da queste terre vengono acquistati da ristoranti e negozi di prodotti alimentari. Un concreto sostegno a chi non ha nulla e che nella vita ha solo voglia di normalità.

L'ex sindaco di Cassino Golini Petrarcone ha celebrato il rito

A celebrare il rito civile è stato l'ex sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone. Testimoni la giornalista d'inchiesta Angela Nicoletti e Simmaco Perillo, presidente delle cooperative anticamorra. 

Presenti alla cerimonia come ospiti il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina Marcello Pigliacelli e consorte, il Prof. Maurizio Esposito dell'Università di Cassino, l'ex assessore alla cultura del comune di Cassino Danilo Grossi.

Matrimonio bene confiscato

(In foto gli sposi nel Parco della Memoria accanto alla targa di don Ciotti. Alcuni momenti del rito civile celebrato dall'ex sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone. Nei video Claudio Ciano e Simmaco Perillo).

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