Cassino, debiti per milioni di euro: il sindaco D'Alessandro parla di situazione gravemente compromessa

In una conferenza stampa straordinaria ha comunicato il secco 'no' della Corte dei Conti dopo la richiesta di una dilazione di pagamento in trenta anni

In una conferenza stampa convocata d'urgenza il sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, ha reso nota la fortissima ed assai grave esposizione debitoria dell’ente. In maniera nemmeno troppo velata è stata richiamata la scelta operata dalla passata amministrazione di far ricorso al piano di riequilibrio, consolidando di fatto, il debito esistente, e non certo di poco conto, per il Comune, senza dichiarare il dissesto finanziario e senza, ovviamente, beneficiare dei vantaggi e delle negoziazioni che all’epoca potevano essere perseguite e che oggi invece a debito consolidato rendono la situazione ingessata ed immobile e con scarsissime libertà di manovra da parte di chi dovrà studiare una soluzione.

Le motivazioni

“Il motivo della convocazione urgente dell’incontro di stamane – conferma il sindaco - è che la
decisione della Sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti datata 09/06/2017 ma depositata in segreteria solo lo scorso 11 settembre, portata a conoscenza dell’amministrazione nel pomeriggio di ieri, sancisce l’approvazione dello scorporo della quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui ma non approva la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del comune di Cassino con particolare riferimento alla estinzione ventennale”

Bocciato dalla Corte dei Conti il riequilibrio del debito

Il Comune aveva infatti chiesto alla Corte dei Conti il riequilibrio del debito amministrativo aderendo ad un piano di equilibrio sul consuntivo del 2013 che si riferiva a dei disavanzi dell’amministrazione vicini ai 12 milioni di euro circa, grazie alla precedente amministrazione. Per 5 milioni si sono trovati i fondi, mentre gli altri 7 milioni di debito sono stati dilazionati nel pagamento dal 2017 in poi, per dieci anni, senza avere la benchè minima copertura finanziaria. D’Alessandro quindi spiega: “Fornisco la mia interpretazione politica ovviamente sull’accaduto. Spostare i debiti, programmare la dilazione dei pagamenti dal 2017 in poi in assenza di copertura finanziaria all’epoca dei fatti, non dichiarare il dissesto finanziario del Comune nell’ottica che chi verrà dopo di me ci farà i conti. Questo è lo spirito con cui il pagamento del debito è stato inteso. Dopo l’approvazione del piano di riequilibrio è stato fatto un ulteriore accertamento del debito pari a 6 milioni e 323 mila euro. Solo 4 giorni dopo l’approvazione del piano. I sei milioni dovevano essere pagati in 30 anni e gli altri 7 milioni precedenti in 10 anni. Abbiamo chiesto alla Corte Dei Conti, con poche speranze, di pagare tutto il debito in 30 anni non in 10 riferendoci alla finanziaria del 2015, art. 1 comma 434, della legge di stabilità 2017. La Corte Dei Conti ha approvato lo scorporo della quota di disavanzo ma non la dilazione a 30 anni per il pagamento dei 7 milioni. Solo la quota della revisione straordinaria, sarebbe spalmabile, il resto no”.

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L'operazione 'verità'

"Noi continuiamo con l’ operazione verità ma la situazione è seria - conclude il sindaco -. Se la delibera è impugnabile si farà, per evitare il dissesto anche in collaborazione con la Corte dei Conti. Stiamo facendo di tutto per evitarlo ma già al 20 giugno 2016 il debito era 69.537 milioni circa. La situazione è molto grave e non mento alla Città, non è grave è più che grave. Ma la città deve sapere che qualcuno per anni ha mentito e ha scaricato la responsabilità sui precedenti amministratori e sui futuri l’onere di trovare soluzioni a situazione già in parenza compromesse”.

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