Cassino, Dragonetti: "La città non merita di essere sporca e in mano agli incivili"

L'esponente dei Popolari per l'Italia 'bacchetta' l'Amministrazione per l'assenze di controllo da parte della Polizia Municipale

L'isola ecologica di via Pescarola

“Quanto sta accadendo a Cassino per ciò che concerne rifiuti ed inquinamento è qualcosa di vergognoso. Non posso tollerare di dover assistere a scene degne dei paesi sottosviluppati”. Cosi Niki Dragonetti leader dell’opposizione exstraconsigliare del Comune di Cassino attacca l’attuale Sindaco.

L'analisi della situazione

“La raccolta differenziata, inutile nasconderlo, ha avuto una regressione. Non c’è controllo da parte dei Vigili Urbani, non c’è presenza del Comune. I cittadini, come nelle migliori anarchie, si sentono in diritto di fare ciò che vogliono. Dove sono finiti i controlli? Dov’è finito lo spirito iniziale di questa Giunta verso il rispetto dell’ambiente? Perché il sindaco non ha reso nota la vicende della sospensione del custode del cimitero di Sant’Angelo in Theodice. Quello che viene contestato all’uomo, smaltimento illecito di rifiuti anche speciali all’interno di un ossario, credo che abbia radici più lontane. Perché ogni Comune ha diritto a fondi regionali che consentono all’assessorato competenente di smaltire i rifiuti speciali attraverso apposite aziende. Dove sono finiti quei fondi? Questo sarà ora oggetto di un esposto che a breve andrò a presentare in Procura".

Il registro dei tumori

"In ultimo e non meno importante è quanto sta accadendo nei pressi dell’ex Marini. Sono vicino all’amico Carmine Di Mambro per la sua battiglia per l’Istituzione del Registro dei Tumori prosegue Dragonetti -. Anche altri dovrebbero essere al suo fianco. Non a parole ma con i fatti perché in via Cerro, grazie anche all’ex Marini, ci sono decine di persone malate di cancro. Concludo chiedendo al Sindaco di Cassino se conosce dove è ubicata l’isola ecologica di Cassino? Ma siti che trattano rifiuti non dovrebbero essere lontani da corsi di acqua? Il dubbio è lecito visto che l’isola ecologica non solo è a ridosso di un affluente del Rapido e del fiume stesso ma ha anche rifiuti accatastati sulla sua riva.

L'interrogazione

Un esempio perfetto per la TOLLERANZA ZERO tanto decantata dal finto Sindaco di Cassino. Il Comune di Cassino ha molti immobili di sua proprietà in aree più sicure per fare l’isola ecologica. Come mai si continua  a pagare un affitto di circa 40 mila euro annui a capannoni privati? Caro Sindaco di chi sono questi capannoni?”

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