Cassino, Dragonetti 're' dei social, le dirette diventano virali

Intervista al segretario provinciale del movimento Lo Scarpone. Il giovane capo segreteria di Sergio Pirozzi analizza la situazione politica in città e parla di dissesto 'indegno'

Niki Dragonetti

Con il suo appuntamento fisso delle 18 in diretta sui social è divenuto una sorta di leader 'incontrastato' del linguaggio forbito e diretto. Nello spazio 'Parla con me', Niki Dragonetti, segretario provinciale del movimento Lo Scarpone di Sergio Pirozzi, non risparmia niente a nessuno.  

Cassino da dieci giorni è una città dissestata. Il Consiglio comunale all’unanimità ha votato per il default. Sabato nel corso di una manifestazione pubblica, il sindaco di Marcianise, Antonello Velardo ha ‘bacchettato’ il primo cittadino di Cassino, sulla decisione: "anche noi eravamo in pre dissesto ma abbiamo salvato la città ed i suoi cittadini". Lei cosa ne pensa?

Il sindaco di Marcianise ha ragione perchè come spiega il testo 244 del Tuel prima di arrivare al dissesto, che è come un macigno per i cittadini devi azionare tutte le leve che ti portano a dire di averci almeno provato. Io per prima cosa avrei revocato tutti gli incarichi esterni compreso quello da 100 mila euro all'architetto Giancarlo Antonelli, visto che è un incarico inutile. Inoltre avrei revocato gli incarichi esterni che riguardano lo staff del sindaco compreso il figlio del noto sindacalista Uil, ed avrei applicato immediatamente alla lettera le penalità alla società De Vizia di Cassino, che non rispetta alcuni aspetti del capitolato d'appalto e quindi recuperato 858mila euro”. 

Le sue dirette sui social sono divenute un appuntamento fisso. Con ‘parla con me’ ha rivoluzionato il modo di comunicare. Quanto spende e quanto crede sia importante un simile mezzo di informazione?

Io al contrario del sindaco, che spende per fare le dirette fb 25mila euro, le faccio con il mio cellulare e quando posso sono direttamente sul posto. Questa è la novità ed al contrario del sindaco che dice bugie l’arma vincente della mia diretta è la sincerità con la quale mi rivolgo al popolo dei social e documenti alla mano, con un linguaggio a volte troppo forte ma che viene ben compreso dalla massa".

Se dovesse definire Cassino, la sua città, con quattro film, quali sceglierebbe?

"Gli onorevoli di Totò dove nel finale io sono Totò e i due deputati sono Mario Abbruzzese e l’attuale sindaco. Il nome della Rosa, dove io sono colui che cerca di carpire i segreti di una comunità monastica. Squadra Antitruffa, con Tomas Millian. Io con il mio linguaggio e il mio modo di essere combatto contro un sistema malato e vinco proprio come er Monnezza e poi... per finire. Ali Babà e i quaranta ladroni… sul motivo vi lascio la libera interpretazione"

Quali sono gli errori fatti dagli amministratori del passato e quali sono quelli fatti dai cittadini?

I cittadini purtroppo hanno sempre dato fiducia alle stesse persone lasciandosi abbindolare dalle false promesse di coloro che hanno poi utilizzato i voti come baratto politico. Non tutti gli amministratori hanno fatto errori: quelli che sono giudicati responsabili sono coloro che invece di aiutare il territorio e i cittadini pensano ed esclusivamente al loro tornaconto personale"
 
A chi darebbe il premio Nobel per il coraggio, uno per l’integrità morale e a chi per l’accidia, sempre politicamente parlando, di Cassino?

Il coraggio di Carmine Di Mambro non può e non deve avere uguali. La sua battaglia, da me sostenuta, sul registro dei tumori ha consentito un passo in avanti importante per la ricerca e l’eventuale debellamento di questo male. Il premio per l'Accida senza dubbio lo darei al sindaco di Cassino che non accetta critiche, suggerimenti, è sempre scappato alle richieste di confronto, incapace persino nel restituire piazza Ottirino Del Foco alla frazione di Caira nonostante ci siano delle sentenze che attestino che sia comunale. E poi ha il bruttissimo difetto di far diventar la politica una cosa personale. Quello per l’integrità morale? La vedo dura. Dovrei scegliere tra l’assessore Papa, l’assessore Leone, il presidente del Consiglio Dino Secondino e l’assessore al Bilancio, Schimperna: artefice dello scandalo Gosaf”.
 

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