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Cassino, due giovani del posto condannati per spaccio dopo quattro anni finiscono in carcere

Nelle ore scorse i carabinieri hanno dato esecuzione ai due ordini di esecuzione definitiva della pena

Dopo quattro anni precisi la giustizia ha fatto il suo corso e due giovani di Cassino sono finiti in carcere. Nelle ore scorse, infatti, i Carabinieri del Norm della locale Compagnia hanno tratto in arresto, in esecuzione di due ordini di esecuzione definitiva della pena, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, C.L. 29enne del posto (già censito per stupefacenti e sottoposto per tali reati al regime degli arresti domiciliari), dovendo  scontare anni 8 di reclusione e M.L. 26nne anch’egli di Cassino (già censito per reati in materia di stupefacenti), dovendo scontare anni 3, mesi 5 e giorni 24 di reclusione.

Le due condanne si riferiscono a reati commessi in Cassino dal 2014 fino al gennaio 2017, quando vennero tratti in arresto dagli stessi militari nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “La Storia Infinita” che portò all’arresto di 19 persone facenti parte di un sodalizio criminale dedito al traffico e smercio di sostanze stupefacenti nel Cassinate. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati il primo presso la Casa Circondariale di Velletri mentre il 26enne presso la Casa Circondariale di Cassino.

Il terzo arresto 

Sempre a Cassino, i militari della locale Stazione, nell’ambito un servizio di controllo del territorio, hanno rintracciato nel centro abitato della città Martire M.F. 40enne cittadino albanese, già censito per reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione. In particolare, dagli accertamenti fatti è emerso che lo stesso era risultato colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, dovendo scontare anni 5 e mesi 2 di reclusione per numerosi furti commessi nella provincia di Caserta nell’anno 2014. Lo stesso dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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