Cassino, arresti domiciliari per Bruno Scittarelli, Katia Risi, Paolo Aristipini e Luca Imondi

I quattro imprenditori, coinvolti nell'indagine 'Welcome To Italy' non avrebbero rispettato il divieto di interdizione a svolgere ogni attività imposto dal Gip. Le misure eseguite da Guardia di Finanza e Polizia su richiesta del magistrato.

La conferenza stampa della Procura lo scorso 23 ottobre

Arresti domiciliari per gli imprenditori Bruno Scittarelli, Katia Risi. Paolo Aristipini e Luca Imondi. I quattro, coinvolti insieme ad altre ventuno persone nella maxi inchiesta 'Welcome to Italy' si sono visti notificare la misura cautelare dopo che, come accertato dalle indagini portate avanti dalla Procura di Cassino unitamente alla Guardia di Finanza ed alla Polizia di Stato, non avrebbero rispettato il divieto di svolgere attività imprenditoriale come invece disposto dal giudice Domenico Di Croce lo scorso 23 ottobre. A chiedere l'aggravamento della misura cautelare è stato il magistrato Alfredo Mattei. L'ex sindaco di cassino, Vincenzo Bruno Scittarelli è difeso dall'avvocato Sandro Salera.

Il comunicato

I militari della Guardia di Finanza di Cassino e gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Cassino, nell’ambito dell’indagine “Welcome to Italy”, nella mattinata odierna hanno dato esecuzione a misure cautelari personali degli arresti domiciliari (con divieto assoluto di comunicazione telefonica o telematica con persone diverse da quelle conviventi), emesse dal Gip presso il Tribunale di Cassino Domenico Di Croce, su richiesta del Sostituto Procuratore Alfredo Mattei, nei confronti di 4 soggetti, già destinatari della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. e della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale. L’aggravamento delle misure cautelari è stato disposto sulla base degli elementi acquisiti nel corso di indagini riservate che hanno fatto emergere come i prefati soggetti abbiano trasgredito le prescrizioni dell’Autorità Giudiziaria, continuando di fatto a gestire le cooperative operanti nel settore dell’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo.

Le immagini choc

Le indagini

Le indagini di polizia giudiziaria svolte su delega della Procura di Cassino, sotto la direzione del Procuratore Capo Luciano d’Emmanuele e del Sostituto Procuratore Alfredo Mattei, hanno coinvolto numerosi Comuni delle provincie di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti. Nell’ambito delle indagini esperite, è stata acquisita copiosa documentazione contabile ed extracontabile che ha consentito di individuare numerosi comportamenti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati sia nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) che in quello dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) gestiti dagli uffici delle Prefetture. Sulla scorta della delega emessa dalla Procura di Cassino sono state qualificate le condotte criminose poste in essere dagli indagati, quali l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e relative all’ottenimento di rimborsi non dovuti, frode nella fornitura di servizi ai rifugiati e richiesta di rimborso rette per rifugiati non più presenti sul territorio nazionale, e individuati ulteriori soggetti ad essi collegati.

La corruzione

Veniva inoltre rilevato un caso di corruzione di un funzionario addetto alla rendicontazione del servizio S.P.R.A.R. per la percezione di contributi per costi mai sostenuti. Nell’ambito dei controlli documentali emergeva, in alcuni casi, la doppia annotazione nei registri di rendicontazione di costi sostenuti da Cooperative per il servizio S.P.R.A.R. e la doppia percezione di contributi per il pagamento di personale dipendente delle Cooperative sia dello S.P.R.A.R., nonché un doppio utilizzo dell’IVA, portata sia in detrazione che rimborsata. Sono state acclarate precise responsabilità a carico dei legali rappresentanti e soci di n.3 cooperative dalle quali è emerso un vero e proprio sistema basato sull’illecito e indebito rapporto tra il responsabile dell’ufficio rendicontazione del servizio S.P.R.A.R. e i responsabili di due cooperative ramificate nei territori delle province di Frosinone, Caserta e Isernia. In un caso, è stato rilevato che a fronte dell’intervento di un pubblico ufficiale era stata prospettata, quale compenso, l’assunzione del figlio, cosa che poi è regolarmente avvenuta. E’ stato riscontrato che, nel tempo, il sistema di rendicontazione dei costi comprendeva anche spese che con gli immigrati non avevano nulla a che fare, come nel caso di quelle sostenute per l’organizzazione della festa per il diciottesimo compleanno del figlio di un responsabile e confluite nella contabilità del servizio S.P.R.A.R. quale costo sostenuto per la realizzazione di una manifestazione finalizzata all’integrazione dei migranti ospiti. Sempre a carico del servizio S.P.R.A.R. sono state poste anche delle spese di ristrutturazione della villa, con annesso campo da tennis, di proprietà di un responsabile della cooperativa coinvolta.

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