Cronaca Cassino

Ventenne sbranata dai cani, l'indagine shock del tenente Luca Palladino

Il comandante del Norm della Compagnia di Soverato nativo di Cassino è stato tra i primi ad arrivare nella zona di montagna dove il branco di randagi ha attaccato e sbranato la sfortunata Simona Cavallaro

Una scena simile, una morte tanto tragica, in anni di carriera, il tenente dei Carabinieri Luca Palladino, non l'aveva mai vista. L'ufficiale dell'Arma, 43 anni nato e cresciuto a Cassino, oggi in servizio in Calabria dove ricopre il ruolo di comandante del Norm della Compagnia di Soverato in provincia di Catanzaro, è stato tra i primi ad arrivare nell'area picnic in località Monte Fiorino, nel comune di Satriano, dov'è stata stata attaccata da un branco di cani randagi alle spalle e alle gambe, Simona Cavallaro, la ragazza di 20 anni di Soverato, uccisa giovedì scorso mentre, in compagnia di un amico, stava perlustrando l'area boschiva in previsione di un scampagnata.

In pochi istanti i due ragazzi sono stati accerchiati dagli animali che immediatamente hanno mostrato tutta la loro ferocia. Il giovane è riuscito a trovare riparo all'interno di un vecchio capanno mentre Simona ha provato a raggiungere la macchina parcheggiata poco lontano ma senza riuscirvi. Le fauci degli animali l'hanno dilaniata e per la morte della ventenne calabrese è finito sotto indagine un pastore di 44 anni, titolare di un gregge di pecore e di uno dei cani, l'unico con il microchip, che ha ucciso la giovane. Al momento la Procura di Catanzaro lo ha iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di 'omicidio colposo'.

L'animale sul muso e sul pelo aveva tracce di sangue che molto probabilmente appartengono alla sfortunata vittima che ha provato anche difendersi, come accertato dalla presenza di peli animali sotto le sue unghie.

Il comandante Palladino ed i suoi uomini, dopo aver raccolto l'appello disperato del sopravvissuto, che ha chiesto aiuto al 112, è arrivato sui monti e lì si è trovato davanti ad una scena che, in tanti anni di missioni all'estero, dall'Afghanistan al Kosovo, mai avrebbe potuto immaginare. E' stato chiesto l'ausilio dei Carabinieri Forestali e del Servizio Veterinario dell'Asl per poter accalappiare i cani ancora presenti sul luogo della tragedia. Dodici in tutto quelli catturati, molti di loro con il manto macchiato di sangue. 

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