Cassino, maxi debito da 10 milioni di euro, Acea batte cassa

La notifica di 'messa in mora' è arrivata tramite una raccomandata e consegnata al primo cittadino che in un comunicato stampa parla di debiti contratti nel passato: fatture non pagate a partire dal 2002

Carlo Maria D'Alessandro

Una richiesta di saldo fattura da dieci milioni e 500 mila euro sarebbe arrivata in Comune a Cassino. L'Acea, con una raccomandata consegnata al sindaco Carlo Maria d'Alessandro, annuncia la messa in mora per il mancato pagamento dei servizi concessi a partire dal 1 gennaio del 2006. Una notizia questa, trapelata dalla fitta coltre di riserbo che avvolge lo staff del sindaco e che se risultasse vera andrebbe ad appesantire ancor di più una situazione già drammatica. A spiegare lo 'stato delle casse comunali' in un comunicato stampa è stato lo stesso primo cittadino.  

Spese scellerate

“In queste ore, mentre proseguivo l’attività di studio dei documenti contabili del comune ho potuto riscontrare un ulteriore debito di oltre 650.000 euro. Di cui oltre 300.000 euro che riguardano la manutenzione del periodo che va dal 22 settembre 2012 al mese di giugno del 2016 - spiega D'Alessandro - Dai documenti emerge che la natura del debito siano dei lavori effettuati da una ditta specializzata in termoidraulica della città. Sui quali non esistono coperture finanziarie. Soprattutto, però, non sono stati riscontrati impegni di spesa, ma solamente indicazioni ad eseguire i lavori da parte del referente del Settore Manutenzione. Inoltre, la stessa ditta reclama oltre 350.000 euro di lavori regolarmente fatturati ed eseguiti, dettagliatamente riportati nelle fatture ascrivibili al periodo dal 2002 al 2014".

Rompere con il passato

"E’ per questi motivi elencati che dobbiamo rompere con il passato, con le gestioni amministrative che hanno causato l’enorme passività a cui il comune oggi deve far fronte e che, come successo oggi, è destinata inesorabilmente anche ad aumentare - chiosa ancora il sindaco -. Tale stato di cose evidenzia quanto non ci sia alternativa al dissesto perché mancando le coperture finanziare, e parliamo di circa otto milioni di euro, non possiamo andare in riequilibrio. Attiveremo questa procedura con grande senso di responsabilità, perché vogliamo essere trasparenti con i cittadini e perché, in questo modo, sarà possibile accertare le colpe di chi prima di noi ha amministrato l’ente e generato questa grandissima massa debitoria.  Dobbiamo vedere il dissesto come una opportunità, uno sparti acque tra un passato non di certo roseo e un possibile futuro all’insegna della trasparenza e dello sviluppo della città".

Nessun aumento di tasse

"Ai cittadini dico di essere tranquilli, perché i servizi necessari saranno garantiti e non ci sarà nessun aumento delle tasse - ha concluso -. Le aliquote sono già al massimo dopo la dichiarazione di pre-dissesto nel 2013-2015. Ripartiamo insieme per dare ai nostri figli una città forte ed economicamente stabile”.
 

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