Cassino, muore in ospedale a soli 54 anni dopo due giorni di ricovero: aveva coliche addominali

La Procura ha aperto un'indagine ed ha disposto l'autopsia. A presentare denuncia ai carabinieri è stato il marito sotto choc e distrutto da dolore. L'onorevole Ciacciarelli presenta un'interrogazione a Zingaretti sulla situazione critica del nosocomio

E' morta mentre era ricoverata al 'Santa Scolastica' di Cassino nel sud della provincia di Frosinone. Stroncata a soli 54 anni da un malore misterioso che in due giorni non le ha dato scampo. Vittima di un presunto caso di malasanità è stata questa volta una donna di Sant'Elia, Cosima Fragnoli che lo scorso 14 novembre è arrivata al pronto soccorso del nosocomio in preda a fortissimi dolori addominali. Per questo motivo è stato disposto il suo ricovero. La mattina del 16 novembre la signora è stata sottoposta ad accertamenti alle vie urinarie presso l'ospedale 'Fabrizio Spaziani' di Frosinone.

Malore fatale

Un breve viaggio dal quale ha fatto ritorno in poche ore. Poi nel pomeriggio il peggioramento delle condizioni e la morte, inspiegabile e soprattutto inaccettabile. La signora Cosima, che gestiva insieme al marito un bar in provincia di Caserta, potrebbe essere stata stroncata da un arresto cardiaco ma sarà ora l'autopsia a stabilire cosa realmente possa essere accaduto.

La denuncia

I familiari di Cosima Fragnoli, infatti, hanno presentato denuncia presso la caserma dei Carabinieri di Cassino e il magistrato Valentina Maisto della Procura di Cassino ha disposto il sequestro della salma e lo svolgimento degli accertamenti medico-legali che si svolgeranno nella giornata di oggi presso l'obitorio del 'Santa Scolastica'.

L'interrogazione a Zingaretti

“Ho ufficialmente presentato, come annunciato nei giorni scorsi, un’interrogazione a Zingaretti sull'episodio accaduto presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino - scrive il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli -. Oltre a questa azione doverosa, provvederò anche a chiedere un’audizione in Commissione Sanità del direttore sanitario dell’Ospedale di Cassino, perché la faccenda è davvero grave e cose di questo genere non debbono più verificarsi. Nella giornata del 13/11/2019, infatti, un uomo di 33 anni, padre di 4 figli e residente a Caira, è stato vittima di un incidente automobilistico, particolarmente grave, sulla strada Casilina all’altezza del supermercato Lidl; il ragazzo è stato trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cassino, vista la gravità della situazione sanitaria, in codice rosso, intorno alle ore 15:30;  l’uomo presentava l’arto sinistro praticamente maciullato e vascolarizzazione pressochè inesistente, quindi a grave rischio di sopravvivenza;  I familiari del ragazzo, hanno riferito agli amici e conoscenti, accorsi in ospedale appena appresa la notizia, che l’uomo, pur essendo stato visitato da un Ortopedico, che ne hacertificato la estrema gravità e quindi la necessità di trasferimento immediato presso un DEAdi I livello, presente solo a Roma, è stato tuttavia, inspiegabilmente e colpevolmente, lasciato su una barella per circa 6 ore, pur trattandosi di un codice rosso; La struttura sanitaria del Policlinico Umberto I di Roma – DEA di I livello -, pur resasi disponibile, ad accogliere  il giovane ferito, solo alle 21:25 è stato disposto il trasferimento dell’uomo, con l’autoambulanza privata della croce verde, dal PS di Cassino, presso il suddetto presidio ospedaliero della Capitale; i ritardi sono stati  dovuti, a detta del personale del PS, in un primo tempo, a causa delle pessime condizioni meteo,  per cui l’elicottero non poteva decollare, in un secondo tempo, perché non vi erano autoambulanze disponibili. Alle ore 04:15 del giorno dopo l’anestesista dell’Umberto I informava i familiari dell’uomo che questo era giunto in condizioni critiche perché aveva perso molto sangue dalla ferita della gamba, e per cui era stata necessaria la trasfusione di due sacche di sangue. Sempre l’anestesista riferiva che le pessime condizioni potrebbero comportare seri problemi di natura cardiovascolare. Il grave episodio descritto in narrativa, è stato oggetto della presentazione di un esposto denuncia, da parte del fratello del giovane ferito, alla Caserma dei Carabinieri di Cassino, per chiedere ai militari di accertare se la procedura di entrata e di assistenza al congiunto, classificato come codice rosso, sia stata messa in atto in tutta la sua completezza. È quindi inaccettabile che un ferito grave venga lasciato su una barella per più di 6 ore; è parimenti inaccettabile, che le procedure di trasferimento di un ferito grave presso idonee strutture sanitarie della Capitale, subiscano gravi ritardi, che potrebbero comportare problemi cardio- vascolari.”

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