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Cassino, bimbo ridotto in stato semi-vegetativo, chiesto maxi risarcimento alla Asl

Per il piccolo, nato in posizione podalica, era necessario il trasferimento d'urgenza in una struttura pediatrica attrezzata, ma l'ospedale cassinate è privo dell'adeguata ambulanza per il trasporto dei bambini

La nascita 'podalica' di un neonato e la mancanza di un'ambulanza pediatrica attrezzata sono finiti al centro di una citazione giudiziaria che una coppia di genitori residenti nel Cassinate ha ritenuto opportuno fare nei confronti dell'Asl di Frosinone. Un danno, quello provocato dallo stato neurovegetativo in cui da sette anni versa un bambino, attorno ai tre milioni di euro. La famiglia del piccolo, che a causa del parto avvenuto in maniera irregolare, ha dato incarico all’avvocato Raffaele Iannotta (con la collaborazione e medico - legale del professor Paolo Arbarello). Lo stesso legale ha quindi avviato l'iter di citazione dinanzi al giudice civile del Tribunale di Cassino.

La ricostruzione

Tutto ha inizio nel luglio del 2012 quando la madre del bimbo, alla ventottesima settimana di gestazione, inizia ad avere dolori all’addome e per questo si reca in ospedale a Cassino. Qui, secondo il racconto della donna, le viene diagnosticata una colica e somministrato un antidolorifico. Una volta tornata a casa si rende conto che i dolori sono aumentati e per questo torna in ospedale dove viene visitata: si scopre che sta per partorire. Sottoposta ad ecografia si scopre che il bambino è in posizione podalica e per questo viene sottoposta a parte cesareo. Il neonato è sottopeso e con difficoltà respiratorie molto gravi. Urge un suo trasferimento presso una struttura pediatrica attrezzata ma l'ospedale di Cassino è privo della cosiddetta 'cicogna', l'ambulanza pediatrica che può trasportare i piccoli gravemente malati.

I danni al bambino

Quel ritardo nel soccorso ha provocato al bambino danni permanenti e stato semi-vegetativo. “I ritardi e le cure tardive post parto, soprattutto in riferimento all'attivazione della Cicogna,  - si legge nell’atto di citazione - hanno determinato l’insorgenza di una grave afflizione fisica a carattere permanente del neonato, come attestato dall’ospedale Bambino Gesù e Fatebenefratelli".

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