Cassino, pesante punizione dell'antimafia: i 'gomorrini' incassano condanne per 90 anni di carcere

Le indagini dei Carabinieri sono risultate essere valide e pertinenti: il capo del gruppo dovrà scontare sedici anni di reclusione. Sconto di pena al pentito Elio Panaccione

Il tribunale di Cassino

Tutti condannati i 'gomorrini' di piazza Labriola. I dodici imputati del processo 'La Storia Infinita' che si è svolto presso il tribunale di Roma si sono visti infliggere pene che vanno dai sedici anni di reclusione per quella che viene ritenuta la mente del 'gruppo' ai due anni per un episodio di spaccio di cocaina. A leggere il dispositivo della sentenza è stato il giudice per le udienze preliminari di piazzale Clodio. Una breve camera di consiglio e poi l'approvazione, quasi in toto, delle richieste avanzate dal pubblico ministero, il magistrato applicato dalla procura di Cassino presso l'antimafia di Roma, Maria Beatrice Siravo.

Le singole pene e il ricorso degli avvocati

Otto i personaggi accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Gennaro Ferreri, esponente di spicco di un clan camorristico napoletano ma trapiantato a Cassino da anni, è stato condannato a sedici anni di reclusione; Elio Panaccione, 8 anni e otto mesi, Antonio Masucci, dieci anni, Luca Carlino nove anni, Antonio Terenzio undici anni, Loris Marzella, 7 anni e sei mesi, Andrea Quadrini sei anni e otto mesi, Alan Molto Pavone, 5 anni, Per quattro imputati le contestazioni hanno riguardato solo le ipotesi di singole cessioni di droga o il possesso ingiustificato di armi. A non dover rispondere del vincolo associativo sono stati: Domenico D'Aliesio, 5 anni e 14 mila euro multa, Riccardo Figliolini 3 anni e 10 mesi, Ferdinando Spada, sei anni di reclusione, Omar Vercelli, due anni di reclusione.

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Le indagini dei carabinieri del Norm di Cassino

Le motivazioni che hanno spinto il Gup a non accogliere le richieste di assoluzione avanzate dagli avvocati difensori saranno rese note fra 90 giorni. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Emanuele Carbone, Mariano Giuliano, Giancarlo Corsetti, Claudio Persichino, Arturo Buongiovanni, Bruno Naso ed Ernesto Cassone. La vicenda nasce a seguito di alcuni e gravi episodi di criminalità avvenuti nel centro di Cassino nel gennaio del 2015 e che hanno portato i carabinieri del Norm della Compagnia, dapprima coordinati dall'oggi capitano, presso la compagnia di Santa Margherita Ligure, Massimo Esposito e successivamente dal tenente Emanuele Grio ad avviare una delicata indagine che nel gennaio del 2017 è sfociata con una lunga serie di arresti.

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