Cronaca

Cassino, fece rimuovere il cancello all'Albaneta: prosciolto Petrarcone

Il Gup Scalera ha ritenuto che non ci fosse reato. L'ordinanza emessa dall'ex sindaco era legittima. La strada oggi è di libero accesso ai tanti turisti e amanti della montagna. Scagionato anche l'ex comandante della Polizia Locale, Alessandro Buttarelli

L'ex sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, l'ex assessore Mario Costa, l'ex comandante della Polizia Locale, Alessandro Buttarelli, alcuni ambientalisti tra cui Edoardo Grossi, questa mattina sono stati prosciolti, in sede di udienza Gup presieduta dal giudice Salvatore Scalera, dalle accuse di abuso d'ufficio e diffamazione. L'ex sindaco, difeso dall'avvocato Andrea De Matteis, era finito sotto inchiesta dopo che in qualità di sindaco di Cassino aveva emesso ordinanza di rimozione del cancello posizionato lungo la strada che porta all'Albaneta in occasione dello svolgimento della manifestazione del 'Villaggio di Babbo Natale' a Montecassino.

La dichiarazione di Petrarcone

"Tengo a sottolineare che le mie decisioni furono prese non contro qualcuno, ma come ho sempre fatto nella mia vita politica e professionale, nel rispetto della legalità e della cittadinanza - dichiara Petrarcone -. Ripristinare il transito in quella zona del nostro territorio era un dovere per me e un atto dovuto verso i cittadini che ancora oggi posso usufruire del passaggio storico in quelle che sono state teatro della seconda guerra mondiale".

Le parole di Buttarelli

"Accolgo con viva e profonda soddisfazione questo pronunciamento pienamente liberatorio da parte del Gip che ha ritenuto così come il pm in sede di prima richiesta di archiviazione insussistenti le accuse al punto da considerare inutile finanche la celebrazione di un qualsiasi processo - precisa il comandante Buttarelli -. Con questo atto se mai ce ne fosse stato bisogno viene certificata la piena insussistenza delle ipotesi accusatorie e riconosciuta l’assoluta innocenza delle parti coinvolte. Fatto sta che chi compie il proprio dovere al fine della tutela del pubblico interesse e addirittura come nel caso di specie a tutela del patrimonio storico di un popolo come quello Polacco non può subire quello che avvenuto rispetto a questa vicenda. Ho agito, come sempre mi contraddistingue, coordinando i miei uomini, che non hanno fatto che eseguire un ordine legittimo nella legalità e nell'intento unico di preservare il bene comune. Il solo tempo dedicato a questa vicenda e distolto da altre cose più importanti della vita, è ad ogni modo meritevole, da parte mia di un'attenta valutazione circa il da farsi rispetto a quanto subito. La polizia locale dovrebbe trovare altresi nei suoi uomini e nell'impegno costante che questi mettono tutti i giorni a favore della collettività una maggiore tutela su ogni fronte rispetto a fatti evidentemente insussistenti. A partire da un riconoscimento ormai definitivo a nostro favore degli stessi istituti giuridici e mezzi di tutela degli appartenenti ad altre forze di polizia".

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