Cassino, venti operai licenziati protestano davanti l'Aula Magna dell'Università dove c'è il presidente del Parlamento Europeo

La disperazione dei dipendenti dell'azienda Musilli, specializzata nella produzione di manufatti in cemento e con sede a San Vittore del Lazio, ha toccato profondamente quanti si trovavano alla Folcara per assistere alla Lectio Magistralis di Antonio Tajani

Le lettere di licenziamento sono arrivate nella mattinata e loro, disperati, dopo aver occupato per qualche decina di minuti la Regionale Casilina, hanno deciso di mettere in atto una protesta più incisiva. Sono arrivati a Cassino, presso il polo universitario della Folcara dove, il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, avrebbe tenuto una Lectio Magistralis. Bandiere e striscioni alla mano sono saliti fino all'ingresso dell'Aula Magna.

Una manifestazione pacifica ma incisiva dettata più dalla disperazione che dalla volontà di interrompere la manifestazione in corso. La ditta Musilli, da mesi in gravi difficoltà economiche, è specializzata nella produzione di manufatti in cemento e da sei mesi oramai non riesce più a pagare gli stipendi. Un indotto, quello del settore edilizio, finito nel dimenticatoio e venti famiglie sul lastrico. Il presidente Tajani dopo aver ricevuto una delegazione ha garantito un appoggio e un sostegno non solo a parole ma anche di concretezza politica.

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Le parole di Niki Dragonetti

"La protesta degli operai della Musilli di San Vittore sono lo specchio della inesistenza politica in questa zona. Non abbiamo - cosi Niki Dragonetti, segretario provinciale del movimento dello Scarpone - avuto nel corso degli anni un valido referente sia a livello regionale che nazionale e continuiamo ad avere pseudo politici che sulla pelle di questa gente sta giocando. L'arrivo delle lettere di licenziamento altro non sono che la conclusione di un percorso insito di difficoltà e dolori. La situazione della Musilli è cosa nota a tutti da diversi anni. Sono venute a mancare le commesse perchè il settore dell'edilizia è in crisi ma sono venuti meno anche gli appoggi che avrebbe consentito a livello nazionale ed europeo un'eventuale riconversione del sito, per tutelare i posti di lavoro e per consentire ad un'azienda storica del Cassinate di non chiudere. Tanto si è fatto per Ideal Standar, nulla si è fatto per Canova ieri e Musilli oggi. Il confronto con il presidente Tajani avrebbe dovuto essere organizzato prima, in tempi non sospetti e non per forza della disperazione. I venti operai sono mesi che chiedono aiuto ma le loro richieste accorate sono cadute nel vuoto. La politica fallimentare di questi ultimi anni ha devastato il Cassinate. Qualche bugiardo rappresentante è andato finalmente a casa. Gli altri rimasti a far finta di lavorare prendano sul serio la situazione politica e si facciano promotori di iniziative forti e di tutela. Io, come segretario provinciale del movimento dello Scarpone, sono pronto ad appoggiare qualsiasi battaglia unitamente al consigliere regionale Sergio Pirozzi. Perchè solo chi tocca la soglia del rossa dolore può comprendere il dolore degli altri".

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