Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca Cassino

In taxi dalla Calabria per assistere al processo per la morte di figlio, nuora e nipote ma il giudice non si presenta

La disperazione della madre di Stanislao Acri che è deceduto, con il resto della sua famiglia, a seguito di un gravissimo incidente in A1: "Ma l'umanità e il rispetto per la persona e per il nostro dolore dove sono finiti? Non abbiamo più lacrime e parole"

E' arrivata da Rossano Calabro, in compagnia della figlia, in taxi per assistere all'udienza Gup che avrebbe dovuto svolgersi presso il tribunale di Cassino (Frosinone). La signora Lucrezia, settanta anni e malata oncologica, è partita a notte fonda dalla Calabria per non perdere il processo che vede come imputato per 'omicidio stradale' un uomo che nel luglio del 2018 tamponò, provocandone la morte sul colpo, la famigliola dell'unico figlio maschio di ritorno a casa. Nel violento impatto morirono Stanislao Acri, la giovane moglie Daria e il loro bimbo, Pier Emilio, di appena sei mesi. 

Una tragedia senza fine che ha sconvolto le famiglie delle vittime e che ha portato la Procura di Cassino e la Polizia Stradale a svolgere delle indagini che sono sfociate prima in una richiesta di archiviazione e poi, grazie alla tenacia ed alla caparbietà degli avvocati Nicodemo Gentile ed Antonio Cozza e della madre e della sorella del 35enne deceduto, nel cambiamento del capo di imputazione da 'omicidio colposo plurimo' ad 'omicidio stradale'. Un fatto questo che ha indotto gli avvocati dell'autista ad optare per il rito alternativo del giudizio abbreviato. L'udienza di oggi sarebbe dovuta servire al giudice per formalizzare la richiesta avanzata dall'imputato. 

Ma il processo non si è potuto svolgere per l'assenza del Gup. "Nessuno ci ha avvertito e nessuno si è preso la briga di riflettere sul fatto che questa udienza avrebbe visto la presenza di persone che arrivano dai due estremi dell'Italia - spiega la famiglia Acri -. Noi dalla Calabria, i nostri legali dall'Umbria mentre quelli dell'imputato dal Piemonte. L'udienza è stata aggiornata al prossimo due febbraio. Quanto tempo ancora dovremo attendere per avere giustizia? Ma l'umanità e il rispetto per la persona e per il nostro dolore dove sono finiti? Non abbiamo più lacrime e parole".

Il rinvio delle udienze Gup ha nuovamente portato alla luce un problema che ormai da anni attanaglia il tribunale di Cassino: la carenza di magistrati e la lentezza con la quale vengono esaminati i fascicoli. Molto spesso accade che la Procura pur avendo concluso rapidamente delicate indagini, con conseguenti richieste anche di misure restrittive importati, deve attendere per l'eventuale buon esisto dai 12 ai 18 mesi affinchè il Gup di turno visioni ogni documento e prenda una decisione. Un fatto questo che penalizza fortemente chi ha indagato e alleggerisce, nel lungo lasso di tempo, la posizione delle persone coinvolte. 

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