Cassino, estorsione 'a luci rosse' sul web: la Polizia lancia l'allarme e spiega come difendersi

Due episodi di truffa on line sono stati individuati negli ultimi giorni e dal commissariato invitano a tenere d'occhio anche il raggiro denominato 'Costa d'Avorio'

Due diversi episodi di truffe on line sono stati individuati dalla polizia del Commissariato di Cassino. Due modi diversi di raggiare chi naviga su internet. La prima truffa ha visto come protagonista un uomo, vittima di quella che viene chiamata la “truffa della Costa D’Avorio”, diffusasi grazie all’avvento del commercio on line e che ha mietuto, negli anni, numerose vittime, tra i navigatori della rete. Il raggiro si sviluppa seguendo un preciso copione.

La truffa 'Costa d'Avorio'

Il compratore contatta il venditore facendogli credere di essere estremamente interessato ad un articolo in vendita; non contratta sul prezzo e cerca di accattivarsi la fiducia del venditore; si fa carico delle spese di spedizione e chiede in tutti i modi possibili di pagare tramite bonifico bancario; inventa una scusa in cui spiega di trovarsi lontano dall'Italia per motivi di lavoro ma che presto tornerà; chiede di poter avere i dati del venditore per potere inviare il bonifico e sapere da dove parte l'articolo in questione; invia un email falsa dell'istituto bancario, in cui viene spiegato dettagliatamente "o quasi" la transazione economica; chiede al venditore di pagare la “Uemoa” (una tassa locale estera) per sbloccare il bonifico inviato utilizzando per il trasferimento del denaro “Money Gram” o “Western Union” (questo perché non consentono di risalire a chi lo incassa); Il venditore fidandosi paga la tassa (non altro che un semplice trasferimento di denaro), invia l'articolo e solo dopo si rende conto di essere stato truffato ed avere perso denaro e oggetto in vendita.

L'estorsione a luci rosse sul web

Sempre presso il Commissariato di Cassino sono arrivate anche segnalazioni relative ad un altro tipo di truffa, conosciuta sul web come “sextortion”, estorsione connessa a sessioni di video-chat a “luci rosse” e/o scambio di video/fotografie a sfondo sessuale. La modalità è sempre la stessa: tutto ha inizio con un adescamento in rete, sulle chat di vari portali, da parte di una avvenente ragazza; non vengono formulate immediate richieste di denaro ma l’intento è quello di instaurare con la vittima designata un rapporto di fiducia, fino ad arrivare all’invito esplicito di intraprendere una chat “erotica”, attivando la webcam, o di scambiare fotografie/video a sfondo sessuale.
Una volta stabiliti i contatti, l’interlocutore sposta la conversazione sul noto portale Facebook, ottenendo in tal modo “l’amicizia” da parte della vittima; ultimata questa fase, quest’ultimo, in possesso di filmati e foto a carattere sessuale, richiede una somma di denaro alle vittime per evitare che il materiale venga pubblicato sul loro profilo e quello dei rispettivi amici.

I consigli della Polizia Postale

Per non cadere nella trappola truffaldina, è sempre opportuno evitare di intraprendere sessioni di video-chat con sconosciuti, di inviare propri video/foto a sfondo sessuale e comunque non fornire mai dati personali o mostrare elementi o ambienti facilmente riconoscibili. E’ di fondamentale importanza, nel caso in cui si rimanga vittime di tale reato, non cedere al ricatto e contattare il più vicino Ufficio di Polizia e di salvare video, messaggi ricevuti.

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