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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Cronaca Cassino

Cassino, troppe truffe agli anziani: i consigli dei Carabinieri per riconoscere i lestofanti

Il capitano Giuseppe Scolaro ha tenuto una lezione presso il centro anziani di via Bembo. Il presidente Oliviero Niero e don Benedetto hanno raccontato di alcuni episodi accaduti. Consegnato un importate opuscolo

Nel pomeriggio di ieri il Comandante della Compagnia di Cassino, unitamente a un Sottufficiale delle Stazione Capoluogo della Città Martire, grazie alla generosa e preziosa collaborazione e sostegno organizzativo di Don Benedetto Minchella hanno avuto l’opportunità di incontrare una nutrita rappresentanza della comunità parrocchiale e degli iscritti al Circolo degli Anziani di Via Pietro Bembo, al fine di sensibilizzare la cittadinanza sull’esecrabile fenomeno delle truffe ai danni di anziani e delle fasce più deboli. L’iniziativa si inquadra nel solco del tradizionale rapporto di vicinanza dell’Arma alla Cittadinanza, per dare un ulteriore contributo umano e professionale finalizzato alla rassicurazione sociale nei confronti della collettività del cassinate. La fiducia nell’operato nelle Forze dell’Ordine è infatti indispensabile per la costruzione di una rete multisettoriale e condivisa tesa a prevenire e contrastare efficacemente le situazioni più frequenti di pericolo per l’incolumità personale e la proprietà privata, consentendo di perseguire con celerità gli autori dei reati più biechi e fonte di allarme sociale.

Nel corso dell’incontro svoltosi nel pieno rispetto delle normative di contenimento del COVID-19 sono state illustrate le tecniche più frequentemente utilizzate da questi malviventi, solitamente organizzati in gruppi con ruoli e compiti ben definiti, con base fuori dal territorio frusinate, per carpire la buona fede delle vittime (solitamente ultra 70enni, che vivono da soli, prevalentemente di sesso femminile), come ad esempio:

-  il pacco acquistato dal figlio o dal nipote che deve essere saldato immediatamente, pena la perdita dell’acconto già versato;

-  l’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto lo stretto parente, fortunatamente non grave per la sua salute ma dal quale sono insorti presunti problemi assicurativi;

-  il sedicente Carabiniere che chiama perché il familiare è incorso in problemi giudiziari e a breve un avvocato provvederà a ritirare presso l’abitazione il denaro per le spese legali o per il versamento della cauzione necessaria ad evitare di finire in carcere;

-  i falsi addetti delle ditte di fornitura gas ed energia elettrica per la stipulazione di contratti più vantaggiosi o per verifiche del contatore, senza che tale eventualità sia preannunciate da specifici avvisi come invece è previsto e doveroso da parte dell’azienda erogatrice;

-  i funzionari dell’Ufficio Postale o degli istituti Bancari che contattano paventando presunti problemi con il conto corrente, chiedendo riferimenti, codici o altri dati personali.

In tutti questi casi, come in altri simili strategie criminali, i militari dell’Arma hanno evidenziato che occorre prestare la massima attenzione senza farsi ammaliare, distrarre e convincere dal fatto che l’interlocutore al  telefono o la persona che si presenta a casa, sia apparentemente distinta, particolarmente gentile e dai modi premurosi e disponibili. E’ pertanto sempre consigliato: diffidare dalle apparenze; non aprire la porta di casa agli sconosciuti; non effettuare pagamenti in contanti o in corrispettivi di monili e preziosi;     non consegnare il proprio bancomat, carta di credito e il PIN ad alcun estraneo;     verificare identità dell’interlocutore, anche se ha un tesserino di riconoscimento,  contattando l’azienda di cui dichiara  di essere un rappresentante o incaricato;    considerare che nessuna società di erogazione chiederà mai ai propri clienti la riscossione a domicilio e addirittura in contanti delle fatture delle utenze ovvero la compensazione di eventuali rimborsi. E’ altrettanto inverosimile e pertanto sicuramente  insidioso e all’insegna dell’inganno che un avvocato o un assicuratore possa pretendere il pagamento di parcelle spese o altri servizi  in denaro o gioielli presso l’abitazione del presunto obbligato; non fornite informazioni personali a persone che vi avvicinano su pubblici via o nei pressi di esercizi commerciali; non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati, è altamente probabile che sarà un complice a rispondere; il personale delle forze dell’ordine che eventualmente si presenta a casa dei cittadini è sempre ben riconoscibile e in uniforme d’istituto.

In ogni caso di dubbio si può chiamare il Numero Unico di Emergenza “112” che provvederà ad inviare nel più breve tempo possibile  una pattuglia sul posto.

Nella circostanza è stato sottolineato che il migliore deterrente per non subire questo tipo raggiro, con importanti danni economici ed affettivi, con ricadute anche psicologiche sulla vittima, oltre naturalmente a chiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine nell’immediatezza dei fatti in narrazione, sia  quello di ritardare e verificare con i diretti interessati (figli, nipoti, etc)  il contesto rappresentato da questi delinquenti senza scrupoli molto abili nel tessere la loro trappola, sfruttare la sensibilità, l’emotività e il comprensibile stato confusionale contingente degli anziani di fronte ad evento straordinario che coinvolge gli affetti più cari, cosi come è importante quella forma di controllo allargato e solidale costituito da buoni  rapporti di vicinato e dall’aiuto reciproco, sensore fondamentale per individuare e neutralizzare elementi e quotidiani situazioni  anomale o la presenza di persone sospette.

Il fermo invito dei militari è di stato quello di diffondere queste cautele, di fungere da cassa di risonanza per la cerchia familiare, i parenti e gli amici, invitando ad assumere atteggiamenti orientati alla sicurezza e improntati alla massima prudenza e alla naturale diffidenza nei confronti di sconosciuti, al telefono come di persona. E’ stato altresì rimarcato quanto sia importante  denunciare i fatti, superando anche un comprensibile senso di smarrimento, mortificazione e vergogna. Nelle caserme dell’Arma le persone offese troveranno sempre un interlocutore qualificato, che con empatia e capacità d’ascolto, fornirà ogni supporto e aiuto possibile e darà l’avvio all’attività investigativa per individuare i responsabili e evitare che anche altre persone possono essere vittime dei medesimi comportamenti illeciti e trovarsi nelle medesime condizioni di sofferenza e stato d’animo di profonda contrizione e di perdita di beni dal valore patrimoniale e/o sentimentale.

L’iniziativa che ha riscosso l’unanime plauso degli intervenuti, proseguirà con ulteriori incontri, presso i centri di aggregazione di anziani e gruppi di cittadinanza,  dislocati nel territorio di tutta la Compagnia Carabinieri di Cassino per dare non solo una concreta dimostrare di vicinanza e prossimità al cittadino, ma anche per stimolare forme di sicurezza partecipata in cui ognuno sia consapevole di poter essere una sentinella attiva sul territorio, un attore protagonista di un sistema complesso proteso a garantire benessere e serenità diffusa, esigenza ancor di più fondamentale importanza in questa fase post pandemica già gravata da tante incertezze e disorientamento socio economico per l’interna Comunità e nell’imminenza delle prossime festività.

In sintesi, il messaggio dei militari dell’Arma, è stato:  Aiutateci ad aiutarvi!

Il cittadino informato e responsabile è un portatore sano di sicurezza per se e gli altri.

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