Presunto 'buco' milionario all'Università di Cassino, indagati il presidente della Corte dei Conti del Lazio e l'ex Rettore

La Guardia di Finanza ha notificato otto avvisi di garanzia ad altrettanti funzionari e docenti dell'ateneo ciociaro. Tutti devono rispondere dei presunti reati di falso

Falso materiale e falso ideologico. In pratica dal 2013 al 2015 avrebbero 'falsificato' i conti dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale per camuffare un presunto ammanco da 35 milioni di euro. A finire nei guai il presidente della Corte dei Conti del Lazio, il giudice Tommaso Miele e l'ex rettore Ciro Attaianese.

In tutto sono otto le persone indagate dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Cassino che questa mattina si sono viste notificare l'avviso di conclusione delle indagini. Il procuratore capo di Cassino Luciano d'Emmanuele e il sostituto procuratore Marina Marra così motivato l'indagine: "Ravvisando nei confronti degli stessi pubblici ufficiali, la responsabilità per i reati di falsità materiale (art. 476 c.p.) ed ideologica (art. 479 c.p.) in relazione ai dati esposti nei bilanci dal 2013 al 2015". 

L'inchiesta

Le indagini sono state svolte, con riferimento all’arco temporale che va dal 2011 al 2016, dagli investigatori del gruppo di Cassino della Guardia di Finanza (all'epoca coordinate dal tenente colonnello Massimiliano Fortino) e in seguito dai colleghi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del comando provinciale di Frosinone diretti dal colonnello Alessandro Gallozzi e dal tenente colonnello Claudio Gnoni

Gli indagati

Tommaso Miele, in qualità di presidente del collegio dei Revisori dei conti pro tempore dell'Universirà degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Raffaele Simeone, nella sua qualità di Direttore generale e Responsabile dell’Area Bilancio pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; attualmente risulta essere pensionato;
 
Ciro Attaianese, nella sua qualità di Rettore pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del 
 
Raffaele Trequattrini, nella sua qualità di Delegato al bilancio pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio 
 
Ascenzo Farenti, nella sua qualità di Direttore generale pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; 
 
Valter Pastena, nella sua qualità di componente del Collegio dei Revisori dei conti pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; 
 
Piera Marzo, nella sua qualità di componente del Collegio dei Revisori dei conti pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; 
 
Antonio Gai, nella sua qualità di componente del Collegio dei Revisori dei conti pro tempore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
 

La dichiarazione

il giudice Tommaso Miele, assistito dall'avvocato Sandro Salera, ha dichiarato di "aver piena fiducia nell'operato dei colleghi di Cassino e di poter dimostrare nelle opportune sedi di aver operato nel massimo della trasparenza e della rettitudine"

Il comunicato

I finanzieri del comando provinciale di Frosinone, da sempre impegnati nel contrasto degli illeciti nel settore dei contributi previdenziali, al termine di complesse ed articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, hanno notificato 8 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415 bis c.p.p., nei confronti di altrettanti dirigenti e revisori contabili dell’università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, indagati per i reati di falsità materiale ed ideologica commessa nella predisposizione e verifica dei bilanci consuntivi relativi agli anni 2013 e 2014. Le indagini, svolte con riferimento all’arco temporale che va dal 2011 al 2016 dagli investigatori del dipendente nucleo di polizia economico-finanziaria attraverso l’esame di copiosa documentazione amministrativa e contabile, supportata anche da mirati accertamenti bancari, sono state disposte dalla citata a.g. in relazione al mancato versamento di contributi previdenziali dei dipendenti del predetto ateneo, per un importo di circa 35 milioni di euro. In particolare, le fiamme gialle del capoluogo ciociaro hanno rilevato che, il rettore pro tempore, unitamente a n. 2 direttori generali pro tempore ed al delegato al bilancio pro tempore, avevano illecitamente iscritto nei bilanci consuntivi del 2013 e 2014 importi dei debiti previdenziali diversi da quelli risultanti dalle rispettive schede contabili. Sempre con riferimento al medesimo arco temporale, si è accertato, inoltre, che n. 4 revisori dei conti avevano falsamente attestato la corrispondenza dei dati dei predetti bilanci con le risultanze della contabilità pubblica dell’università cassinate. E' stata, altresì, interessata per i profili relativi al danno erariale cagionato la competente procura regionale della corte dei conti, in quanto per il mancato versamento nei termini dovuti dei 35 milioni di contributi previdenziali, l’ateneo ha dovuto corrispondere all’agenzia delle entrate - riscossione un ulteriore milione a titolo di agio di interessi. L’odierna operazione di servizio testimonia ancora una volta quanto salvaguardare l’integrità dei bilanci pubblici vuol dire controllare l’efficace gestione delle risorse.

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