Cassino, presunto voto di scambio: la donna conferma l'accusa a carico del politico

E' stata ascoltata su delega della Procura dopo le rivelazioni ai microfoni di Tanfuk. L'indagine potrebbe travolgere personaggi eccellenti tra imprenditori e liberi professionisti

Ha confermato punto per punto le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana ai microfoni di Tanfuk. La donna di Cassino che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio e raccontare un presunto sistema di voto di scambio nel corso delle ultime elezioni comunali, è stata ascoltata su delega della Procura dagli investigatori del commissariato di Cassino (nel sud della provincia di Frosinone). Una ricostruzione quella raccolta dagli uomini della squadra informativa che se dovesse trovare riscontro provocherebbe un vero e proprio terremoto politico ed imprenditoriale in città. La testimone, tutelata nell'immagine e nella privacy dall'avvocato Francesco Malafronte, ha spiegato un passaggio non di poca importanza: non è stata lei a contattare il politico che le avrebbe promesso un lavoro in cambio della candidatura ma l'esatto contrario.

Lo stato di bisogno

"La mia cliente che negli anni passati ha lavorato nell'ambito sociale, riuscendo a raccogliere la stima e la fiducia di tante persone in difficoltà, era quindi ritenuta politicamente 'appetibile'. In un primo momento la stessa ha rifiutato la proposta di candidatura ma poi ha ceduto alla tante pressioni - spiega Francesco Malafronte -. Questo va chiarito. Il suo stato di bisogno e la malattia della bimba hanno fatto il resto. Crediamo fermamente nell'attività della Procura e della Polizia che avranno modo e possibilità di chiarire ogni aspetto anche il meno comprensibile. Il dovere di un cittadino è quello di denunciare un abuso: noi lo abbiamo fatto".

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La ricostruzione

L'inchiesta, che viene seguita dal Procuratore Capo Luciano d'Emmanuele, è stata avviata dalla Polizia di Stato dopo lo scioccanti rivelazioni che la donna, vedova e madre di una bimba malata, ha rilasciato ai microfoni di Tanfuk, trasmissione ideata e curata dal videomaker Giorgio Di Folco Pistoia. La Polizia ha quindi acquisito l'intero video e interrogato la diretta interessata che non solo ha confermato ogni accusa ma ha aggiunto altri elementi e dettagli che sono stati secretati. 

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