Cassino, presunto voto di scambio: la Procura fa acquisire le liste elettorali

Gli investigatori della Squadra Informativa del locale Commissariato hanno portato via le sedici cartelle contenenti i nomi di tutti i candidati alle ultime elezioni amministrative

Sedici cartelle contenenti le liste elettorali presentate alle ultime elezioni amministrative di Cassino sono state acquisite dagli investigatori della Squadra Informativa del commissariato di Polizia di Cassino. Gli uomini del commissario Crescenzo Pittiglio, su ordine dei sostituti procuratore Roberto Bulgarini Nomi ed Emanuele De Franco, sono arrivati presso l'ufficio elettorale del Comune e portato via tutta la documentazione relativa alla presentazione delle liste a sostegno dei candidati a sindaco della tornata amministrativa del giugno 2019. 

L'inchiesta

Sui motivi che hanno portato i due magistrati a chiedere la visione delle liste c'è il massimo riserbo ma il fatto le indagini proseguano a ritmo serrato lascia intendere che per Cassino e la Politica si preannuncia un'estate incandescente. L'inchiesta, partita dopo la denuncia di una donna che attraverso i microfoni della trasmissione Tanfuk, intervistata da Giorgio Pistoia, ha raccontato di un presunto voto di scambio avvenuto durante le ultime amministrative, con il passar dei giorni si è arricchita di ulteriori elementi ed esposti arrivati al primo piano del palazzo di Giustizia di piazza Labriola.

Gli indagati

A ricevere l'avviso di garanzia per 'corruzione elettorale' sono stati nei giorni scorsi tre soggetti: la donna che ha fatto scattare l'inchiesta, un consigliere comunale di maggioranza ed un noto personaggio con trascorsi in politica e coinvolto in diverse altre inchieste della magistratura. 

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Il reato

L'acquisizione delle liste è stata necessaria per attestare la veridicità ed autenticità delle firme raccolte a sostegno dei vari schieramenti. La magistratura intende accertare se le firme degli elettori sottoscrittori siano vere o se pur autentiche siano state apposte in presenza di un pubblico ufficiale. Se dovesse essere accertato che anche nella raccolta delle firme ci siano state delle irregolarità si corre il rischio che le elezioni possano essere annullate come accaduto nei giorni scorsi al comune di Torrice.

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