Cronaca

Castel di Guido, occupati i terreni a rischio privatizzazione

Una pacifica occupazione è stata realizzata questa mattina nei terreni a rischio di privatizzazione a Castel di Guido.  Il Coordinamento Romano per l'Accesso alla Terra insieme ai cittadini, le aziende e cooperative del luogo  ha rimessi in moto i...

Una pacifica occupazione è stata realizzata questa mattina nei terreni a rischio di privatizzazione a Castel di Guido. Il Coordinamento Romano per l'Accesso alla Terra insieme ai cittadini, le aziende e cooperative del luogo ha rimessi in moto i trattori fermi da tempo, potato l'oliveto, raccolto il fieno. Un'intensa giornata di lavoro per ribadire ancora una volta la richiesta al presidente Zingaretti, alla giunta regionale e al consiglio di ritirare immediatamente l'art. 20 della proposta di legge n 147, dove si prevede la vendita del patrimonio agricolo pubblico.

Castel di Guido, storica realtà del biologico laziale, con i suoi 2.000 ettari di terreno è di proprietà della Regione, ma gestita dal Comune di Roma. "Un'azienda pubblica di grande valore storico, ambientale e produttivo. - hanno dichiarato le associazione e cooperative organizzatrici dell'iniziativa - Ciononostante è in perdita da anni e si sta dissolvendo sotto i nostri stessi occhi per la mala gestione comunale e l'assenza di orientamenti chiari da parte della Regione."

"Le terre pubbliche devono essere messe a reddito- continuano gli organizzatori - attraverso affitti equi che garantiscono sviluppo produttivo e occupazione.Per questo chiediamo di ritirare l'art. 20 della proposta di legge n 147 (...) Una proposta sbagliata e che non serve a ripianare in nessun modo il bilancio e in controtendenza con gli impegni presi pubblicamente dall'attuale governo nazionale"

L'articolo di Diana Romersi

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