Cronaca

La discarica di Granciara ed i fondi stanziati due volte, indaga la Procura di Cassino

Il caso di Castelliri, dove i malati per sospetto Linfoma di Hodgkin sono una trentina. 'Fare Verde' con la denuncia vuole chiarezza sulla gestione della Direzione Politiche Ambientali della Regione Lazio presieduta Flaminia Tosini arrestata dai Carabinieri del Noe ed oggi sospesa.

Foto di repertorio

Una denuncia presentata in Procura per fare chiarezza sui fondi stanziati dalla Regione Lazio, circa 125mila euro, per l'ennesimo accertamento tecnico all'interno dell'ex discarica di Granciara a Castelliri. Questo nonostante a tutt'oggi non sia mai stata effettuata una bonifica, ma ancor prima una definitiva caratterizzazione della vasta area situata tra i comuni di Castelliri, Isola del Liri e Monte San Giovanni Campano nel sud della provincia di Frosinone.

L'indagine

L'indagine da parte della magistratura di Cassino è stata avviata dopo la segnalazione dell'associazione Fare Verde, come spiega il presidente provinciale Marco Belli "che potrebbe far emergere eventuali comportamenti irregolari nella gestione dei fondi regionali destinati al ripristino delle aree fortemente inquinate e compromesse in tutto il Frusinate'. Si chiede che venga faccia chiarezza sulla 'determinazione del 25 novembre 2020 ad un impegno di spesa per attività di indagini geofisiche, geognostiche ed ambientali, propedeutiche al completamento della Messa in sicurezza e rimozione dei rifiuti di cui all'intervento n. 41 dell'Accordo di Programma Quadro - (APQ8) in ambito dell'ex S.I.N. di Frosinone, portato a termine. Importo di 125.000 euro' approvata dalla responsabile della Direzione Ambiente della Regione Lazio, Flaminia Tosini (arrestata la scorsa settimana dai Carabinieri del NOE di Roma insieme all'imprenditore ciociaro Valter Lozza).

I malati di Hodgkin

Ma prima di approfondire questo aspetto è necessario fare un passo indietro e capire cosa sia 'Granciara'. Parliamo di una vera e propria 'bomba ecologica' che da quaranta anni è seppellita sotto metri cubi di terra e rifiuti e che, secondo medici ed esperti di ambiente, potrebbe aver provocato nel corso dei decenni malattie anche mortali, questo è l'ex discarica di Granciara a Castelliri, mai bonificata o messa in sicurezza. Sono almeno trenta i cittadini, residenti in zona, che sono stati colpiti dal linfoma di Hodgkin, una malattia rara, ma prettamente diffusa in luoghi dove c'è una grande concentrazione di rifiuti. Un fattore questo che in lungo lasso di tempo ha portato investigatori ed associazioni ambientaliste ad occuparsi del caso Granciara.

Le rivelazioni di Schiavone

Lo stesso ex boss dei Casalesi, poi divenuto collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone ha rilasciato dettagliate dichiarazioni che hanno portato la Polizia di Stato e la Digos della questura di Frosinone, ad individuare gli autori dello sversamento illecito di rifiuti tossici e speciali. Un'inchiesta poi chiusa a seguito del decesso degli indagati.

Lo scempio ambientale

Quello che invece è rimasto intatto nel corso di questi quaranta anni è lo scempio ambientale: la caratterizzazione di Granciara, pagata migliaia di euro, è stata effettuata solo in parte perché ad oggi non si ha contezza della vastità del territorio utilizzato come discarica illegale. Le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo sono riuscite a far effettuare solo una bonifica esterna del terreno. Cioè sono stati rimossi i rifiuti emersi nel corso degli anni: buste di plastica contenenti carta e rifiuti solidi urbani. Di quello che invece è nascosto nelle viscere della terra non si ha contezza. Anche se Carmine Schiavone ha parlato di buche profonde decine di metri riempite da rifiuti tossici provenienti dal nord Italia e poi ricoperte da terra e rifiuti urbani.

L'alto rischio crollo

A mettere nero su bianco la parziale situazione ambientale è stato nel 2007 un geologo incaricato dalla Regione Lazio e un'informativa dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Frosinone. Entrambi sostengono che, in base ai rilievi e scavi effettuati ma non in completa profondità, si può confermare che nella parte sottostante potrebbero essere stati seppelliti rifiuti anche radioattivi. Continuare nello scavo sarebbe impossibile in quanto parte del terreno è soggetto a smottamento.

Questa la reale situazione dell'ex sito di Granciara, nonostante la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. "La discarica, che ha ottenuto il permesso per rifiuti non pericolosi, è stata illecitamente utilizzata per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, creando il rischio di fuoruscita nell'ambiente di percolato tossico (acqua contaminata) - si legge nel dispositivo -. Nonostante le autorità italiane abbiano avviato i relativi procedimenti penali, ed abbiano preso in carico il sito nonché abbiano ingiunto ai proprietari di recuperare o smaltire i rifiuti in modo adeguato, ripristinando il sito, non sono ancora stati presi i provvedimenti per ottemperare all'ingiunzione e per rendere sicuro il sito dal punto di vista ambientale. La Commissione ritiene che l'Italia abbia violato la direttiva quadro sui rifiuti".

I dubbi di Fare Verde

'Fare Verde' si interroga proprio sull'aspetto amministrativo e su un eventuale danno all'erario. Perché la Direzione Regionale Ambiente Lazio ha inteso stanziare ulteriori fondi per degli accertamenti di fatto impossibili da realizzare? E per quale motivo nella determina si parla di 'indagini geofisiche, geognostiche ed ambientali, propedeutiche al completamento della Messa in sicurezza e rimozione dei rifiuti' se di fatto tutto questo non è mai avvenuto? 

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