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La caserma dei Carabinieri di Latina

La caserma dei Carabinieri di Latina

Operazione "Scarabeo", corruzione e truffa: tra i 13 arrestati anche un operatore finanziario di Ceccano

Il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Latina ha appurato l'operatività di un sodalizio criminale tra il capoluogo pontino, Fondi, Formia, Nettuno e Frosinone. In custodia cautelare, tra gli altri, un dipendente della Procura

C'è anche l'operatore finanziario C.M. di Ceccano tra i tredici arrestati nelle prime ore della mattinata tra Latina, Frosinone, Formia, Fondi e Nettuno nell'ambito dell'operazione "Scarabeo", condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Latina. 

Gli arrestati - come riportato dai colleghi di Latinatoday.it - sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, falsa attestazione della presenza in servizio di un impiegato pubblico, autoriciclaggio, contraffazione di pubblici sigilli, sotituzione di persona, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, rivelazione di segreti d'ufficio e abuso d'ufficio, favoreggiamento e corruzione.

I militari hanno documentato l'operatività dell'organizzazione composta da sei persone, tra cui il dipendente della Procura di Latina S.F. e cinque operatori finanziari, che si occupava di mediazione creditizia e attività finanziaria e realizzava frodi a società finanziarie. Le altre persone colpite da ordinanza di custodia cautelare, oltre al ciociaro C.M. e allo stesso S.F., sono D.B.S., S.M., V.G. e C.G. Sottoposti agli arresti domiciliari, invece, N.N., C.S., V.G., M.C., M.L., M.S. e C.P.

La misura cautelare si basa sulle risultanze acquisite dal Nucleo Investigativo che, dal dicembre 2018 al giugno del 2019, mediante attività d’intercettazione telefoniche, ambientali, telematiche nonché riprese video, hanno consentito di appurare l’operatività di un sodalizio criminale dedito alla abusiva attività finanziaria e mediazione creditizia, nonché alla insolvenza fraudolenta e alla frode a società finanziarie. 

In particolare, è emerso che l’associazione reclutava clienti esclusi dalla possibilità di accesso al circuito del credito per incapacità reddituale o per segnalazioni pregiudizievoli esistenti presso il sistema di informazione creditizio, fornendo loro consulenze personalizzate per l’individuazione dell’istituto di credito o dell’intermediario finanziario a cui indirizzare pratiche di finanziamento con modalità fraudolente, ossia mediante l’oscuramento dei dati pregiudizievoli e la contraffazione delle buste paga; successivamente la documentazione predisposta veniva inoltrata dal gruppo alle società finanziarie. 

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