Ceccano, truffa mascherine online: Morello di ‘Striscia la notizia’ minacciato da ‘Sandokan’ con la sciabola

Nella puntata del 28 aprile la reazione di uno dei 5 denunciati, 4 residenti nella cittadina in provincia di Frosinone e una nel Pontino, prima dell'intervento risolutore delle forze dell'ordine. A "condannarlo", intanto, la comunità social ceccanese

L'inviato di 'Striscia la notizia' Moreno Morello (FOTO Mediaset)

Nel quadro dell’inchiesta sulla truffa ciociaro-pontina delle mascherine online – svelata ai tempi del Coronavirus da “Striscia la notizia” dopo aver colpito spregevolmente anche il personale sanitario del Pronto Soccorso di Pietra Ligure (Savona) – il già minacciato inviato del noto tg satirico Moreno Morello si è recato a Ceccano (Frosinone), presso l’abitazione di uno dei cinque denunciati, ed è stato allontanato addirittura con una sciabola dal ribattezzato “Sandokan”. Le immagini in questione sono andate in onda nel corso della puntata serale di ieri, martedì 28 aprile, e l’intera comunità social ceccanese sta condannando, chi ferocemente e chi sarcasticamente, il presunto truffatore residente in una zona periferica della cittadina ciociara.   

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La ricostruzione fatta da Striscia la notizia

“Abbiamo subito una truffa - aveva raccontato un’infermiera dell’ospedale ligure nel corso della puntata dello scorso 15 aprile - ci siamo applicati da soli per la ricerca di mascherine Fffp3. Mi sono imbattuta in un messaggio su una piattaforma di vendita dove una persona vendeva queste mascherine a 2 euro l’una in confezione da 300. Quindi io ne ho parlato con i miei colleghi, ho anticipato i soldi per tutti e ho fatto un bonifico”. 1.200 euro inviati a un tale Francesco, a cui in realtà, però, era stata rubata l’identità dal vero truffatore, che nello scorso mese di febbraio aveva provato a vendere al malcapitato di turno uno smartphone da 500 euro chiedendogli per l’appunto una foto del documento da mostrare al corriere durante la consegna del “pacco”.

Da qui la chiamata di Moreno Morello al numero lasciato dal definito "lestofante" e la finta rassicurazione che avrebbe restituito il maltolto all’infermiera, a cui invece è stata poi augurata la morte di Coronavirus via Whatsapp. A quel punto sono entrati in azione tre personaggi della “Squadra antifurbi” di Striscia la notizia: un “vecchietto”, a cui sono stati richiesti tutti i riferimenti del suo bancomat; una giovane, a cui sono stati girati i numeri delle carte postamat verso cui inviare l’accredito; infine, un “panettiere”, che al pari di tutti i professionisti sarebbe stato vittima della tecnica del bonifico istantaneo e, quindi, irrevocabile.

Dopo la denuncia alle forze dell’ordine

Grazie alle informazioni raccolte, sarebbe stata scoperta una “testa di legno”, una donna, con un conto aperto presso una filiale Bnl di Frosinone e, a ruota, nuovi flussi di denaro alla volta di un’agenzia bancaria Bpf di Gaeta. All’ultimatum telefonico dello stesso Morello ha fatto seguito la risposta intimidatoria del diretto interessato: “E allora se tu sai chi sono vienimi a trovare - gli ha detto - però stai attento a quanto entri perché, se entri, non puoi più andare via. Questo è poco ma è sicuro”.

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Infine, prima dell’incontro con “Sandokan” e la sua sciabola, la denuncia ai Carabinieri di Pietra Ligure e “in sole 48 ore - ha annunciato l’inviato di Striscia - la banda è sgominata”. Un 43enne e un 46enne, una 38enne e una 47enne, tutti residenti a Ceccano, e una 35enne pontina, deferiti all’autorità giudiziaria per truffa aggravata in concorso. “Purtroppo - ha commentato l’infermiera ligure - anche di questi tempi, in cui lavoriamo giorno e notte per salvare la vita alle persone, ci si può imbattere in questo tipo di persone”. Persone che, oltre alla denunciata truffa delle mascherine, avrebbero bidonato da tempo il prossimo anche con la falsa vendita di telefonini.     

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